Plastica, da minaccia a risorsa

L’associazione di Federchimica PlasticsEurope Italia promuove un uso più responsabile di questo materiale, ad esempio implementando il riuso e il riciclo, con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2040

Massimo Covezzi, Presidente di PlasticsEurope Italia

La plastica oggi è sotto attacco da parte di coloro che hanno a cuore le sorti dell’ambiente. Ma sebbene la gestione di questo materiale comporti alcuni problemi, non vanno dimenticati gli enormi passi avanti fatti dall’industria negli ultimi anni verso una maggiore sostenibilità. In Europa il settore occupa oltre 1,5 milioni di addetti, con circa 60mila aziende e un giro d’affari superiore a 350 miliardi di euro. In Italia operano quasi 11mila imprese, quasi 145mila occupati per un fatturato di oltre 40 miliardi di euro. Il nostro Paese è terzo in Europa per occupati, fatturato e valore aggiunto delle fasi di produzione e trasformazione delle materie plastiche. È il secondo mercato sia per il consumo, sia per la produzione di macchinari, con eccellenze industriali e della ricerca, anche di livello mondiale. «L’industria delle materie plastiche poggia su forti basi scientifiche. Il settore continua a essere caratterizzato da un elevato tasso di innovazione tecnologica, opera attraverso processi e realizza prodotti sempre più sostenibili», afferma Massimo Covezzi, Presidente di PlasticsEurope Italia, l’associazione di Federchimica che rappresenta le imprese produttrici di materie plastiche in Italia, partner di un network europeo con sede a Bruxelles e presente in vari paesi dell’Unione Europea.

Alla luce della cattiva fama di cui gode oggi la plastica, quale futuro prevede per questo materiale?

Le materie plastiche sono indispensabili per il loro contributo all’efficienza energetica e delle risorse e al miglioramento della qualità della nostra vita. Per prevenire il problema dell’inquinamento ambientale e, in particolare, del marine litter, i prodotti in plastica devono essere gestiti con attenzione attraverso l’implementazione di sistemi di gestione dei rifiuti, un design che tenga conto del loro intero ciclo di vita e comportamenti responsabili dei consumatori.

In questo senso, PlasticsEurope ha organizzato iniziative per sensibilizzare produttori e opinione pubblica su questo tema?

Con la strategia “Plastics 2030 – Plastic- sEurope’s Voluntary Commitment” presentata nel 2018 a livello europeo, PlasticsEurope si impegna a incrementare il riuso e il riciclo delle materie plastiche con l’ambizione di raggiungere, per gli imballaggi in plastica, l’obiettivo del 60% entro il 2030 e del 100% entro il 2040. Per questo l’associazione ha incrementato la propria collaborazione con i diversi attori della filiera della plastica e con le autorità pubbliche. Sono già state avviate piattaforme europee per accelerare l’innovazione verso un riciclo meccanico e chimico più efficiente. Plastics 2030 conferma inoltre l’impegno nel prevenire la dispersione delle materie plastiche nell’ambiente, in particolare promuovendo iniziative e progetti finalizzati ad accrescere la consapevolezza di comportamenti sostenibili da parte dei consumatori.
Ci sono poi altre iniziative finalizzate a sensibilizzare i diversi interlocutori a livello nazionale ed europeo su temi quali quello del fine vita e della corretta gestione dei rifiuti di plastica. IdentiPlast è la conferenza internazionale promossa da PlasticsEurope,giunta alla sua quattordicesima edizione che affronta temi quali quello del recupero e riciclo dei rifiuti plastici e che, in quest’ultima edizione, ha visto la partecipazione di oltre 340 rappresentanti del mondo industriale ed istituzionale. L’Operation Clean Sweep, invece, è il programma per prevenire la dispersione dei granuli di plastica, che coinvolge tutti gli attori della filiera della plastica: produttori, trasformatori, riciclatori, aziende di trasporto e logistica. L’Industria della plastica conferma poi il proprio impegno sul tema attraverso altre attività, ad esempio le azioni specifiche previste dalla “Declaration of the Global Plastics Associations for Solutions on Marine Litter”, in collaborazione con i vari stakeholder di riferimento. La Global Declaration promuove attività educative, di ricerca, politiche pubbliche, best practice, attività di riciclo e di riduzione della dispersione dei granuli. Ad oggi, 75 Associazioni di materie plastiche di 40 paesi, hanno aderito all’iniziativa sviluppando oltre 355 progetti.

La plastica non va però demonizzata. Ci sono infatti molti falsi miti che riguardano questo materiale.

Un esempio è quello secondo cui per la produzione si utilizzi un’elevata percentuale di petrolio, quando in realtà se usa una percentuale compresa tra il 4 e il 5%; Si ritiene inoltre che una grande quantità di plastica venga utilizzata nell’imballaggio, ma nel settore alimentare, negli ultimi 20 anni, si è ottenuta una riduzione importante del peso degli imballaggi in plastica, senza per altro rinunciare alla loro resistenza che ha permesso di diminuire sostanzialmente la dispersione di risorse alimentari. C’è poi chi sostiene che la plastica faccia male. Ebbene, non vi sono campi applicativi nei quali l’impiego di materie plastiche con le sostanze chimiche che esse contengono, non sia soggetto a norme precise e rigorose. In questo modo vengono assicurate, attraverso la prevenzione riconducibile a dati forniti dalla scienza, le migliori garanzie in termini di salute e sicurezza. Infine, alcuni affermano che per la produzione di pannelli isolanti in plastica si utilizza molta energia: nel corso del loro ciclo di vita, questi pannelli permettono di risparmiare una quantità di energia 150 volte maggiore a quella necessaria per la loro produzione.

C’è poi il grande tema della produzione di rifiuti.

In questo senso bisogna intervenire sulla gestione del fine vita. I singoli cittadini ad esempio, devono assumersi la responsabilità di non disperdere i rifiuti in plastica nell’ambiente, ma di avviarli, tramite la raccolta differenziata, agli impianti di recupero/riciclo. Naturalmente le Istituzioni devono provvedere a un processo di smal- timento efficace perché il percorso sia real- mente virtuoso. Il fattore chiave per azzerare la dispersione o la messa in discarica dei rifiuti in plastica è la raccolta differenziata: una volta raccolti in modo differenziato i rifiuti di plastica vengono riciclati o, laddove non è possibile, avviati a recupero energetico. L’Italia si è dotata di un ottimo sistema per la raccolta differenziata dei rifiuti, frutto della cooperazione tra Autorità centrali, locali e industria. Il riciclo meccanico è attualmente l’opzione preferibile per il fine vita dei manufatti in plastica, ma, si stanno mettendo a punto tecnologie industriali alternative quali il riciclo chimico, che consentirà l’ottenimento di materie prime dai rifiuti in plastica.

Ambiente Magazine

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