L’Italia della rigenerazione: cinque luoghi speciali che hanno riscattato l’abbandono in bellezza

Ruderi, cave abusive, colonie chiuse da decenni, terreni confiscati al malaffare. Partono spesso da scenari come questi le storie di rigenerazione più straordinarie. Perché la rinascita di un luogo richiede visione, pazienza, coraggio e, quasi sempre, la capacità di coinvolgere gli altri in un progetto comune. Dall’Oasi Naturale della Campania ai castelli della Pianura Padana, fino al lungomare romagnolo, ecco cinque luoghi italiani che hanno saputo riscattare il proprio passato e costruire un futuro radioso.   Laghi Nabi, da cave abusive a Oasi Naturale della Campania (CE) con il glamping più grande del Sud.  Cave di sabbia abusive avevano ridotto il Litorale Domizio (CE) a uno scenario di erosione e abbandono. Da quella ferita è nata la prima Oasi Naturale della Campania: i Laghi Nabi. Grazie alla visione degli imprenditori Gino Pellegrino e Michele Falco, sono stati riqualificati oltre 500mila mq di territorio, con 3 laghi per 300mila mq di specchi d’acqua, immersi in 250mila mq di aree verdi recuperate dal degrado. Oggi attorno a loro si sviluppa un resort ecosostenibile dove lodge sospesi su palafitte e lussuose tende a bordo lago compongono il Nabi Resort & Glamping, il più grande del Sud Italia, un hotel, il Plana Resort, il Ristorante Res e il centro benessere Nabi Water Spa, tutti integrati nel paesaggio. Gli uccelli acquatici sono tornati, e con loro i visitatori, richiamati da canoa, birdwatching, equitazione e yoga. A vegliare su tutto, l’opera scultorea Nature Comes Back di Dalya Luttwak: un albero d’acciaio che abbraccia la vegetazione, simbolo perfetto di una rinascita voluta con coraggio. www.laghinabi.it   Castello di Padernello, il maniero ritrovato della Bassa Bresciana che ha rigenerato un borgo e una comunità.  Nel paesaggio quieto della Bassa Bresciana, un castello quattrocentesco era crollato nell’oblio. Oggi accoglie oltre 45mila visitatori l’anno e dà lavoro a un centinaio di persone. Merito di una straordinaria operazione collettiva: la Fondazione Castello di Padernello (maniero di Borgo San Giacomo), guidata da Domenico Pedroni, ha saputo unire enti pubblici, privati, associazioni e campagne di crowdfunding per restituire alla comunità un patrimonio secolare. Visite guidate tra affreschi e meraviglie storico-artistiche si affiancano a mercati Slow Food, eventi culturali, concerti e iniziative per la sostenibilità. Intorno al castello è fiorito un intero borgo: ristoranti, scuole-botteghe artigiane di alta formazione, un agribirrificio e un albergo diffuso. Una rigenerazione in continua evoluzione. www.castellodipadernello.it   MuMAB, il museo di Salsomaggiore Terme (PR) nato su un terreno strappato alla mafia. Nel cuore del Parco regionale dello Stirone e del Piacenzano, a Salsomaggiore Terme (PR), un’area agricola confiscata alla criminalità organizzata è diventata un luogo di cultura e conoscenza. Il Podere Millepioppi ospita oggi il MuMAB – Museo del Mare Antico e della Biodiversità, con una sezione geopaleontologica nell’edificio principale e una naturalistica nell’ex stalla. Fossili di oltre sette milioni di anni, denti di squalo, resti di balenottere e coralli raccontano la storia della Pianura Padana e del mare che un tempo la sommergeva. Un bene sottratto all’illegalità è così diventato presidio di memoria geologica e di turismo slow, inserito negli itinerari di Visit Emilia, la Terra dello Slow Mix tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia. www.visitemilia.com   Dal rudere alla Stella MICHELIN, 20 anni di rinascita per l’Antica Corte Pallavicina, sul fiume Po (PR). Un castello trecentesco nella golena del Po, acquistato nel 1990 in stato di rudere dalla famiglia Spigaroli, un tempo mezzadri di Giuseppe Verdi, e restituito allo splendore dopo 20 anni di restauri meticolosi, mattone per mattone, con materiali dell’epoca e artigiani locali depositari di saperi antichi. Oggi l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) è un relais di charme e un polo gastronomico di fama internazionale. Il castello ospita le cantine del 1320, le più antiche del mondo ancora attive, custodi del prezioso Culatello, lo Chef Massimo Spigaroli guida un ristorante Stella MICHELIN da 16 anni consecutivi celebrando la cucina del Grande Fiume, e il Museo del Culatello e del Masalèn preserva la memoria della norcineria parmense. Una storia di radici, resilienza e identità territoriale. www.anticacortepallavicinarelais.it   L’ex colonia dimenticata rinnova il lungomare di Cesenatico (FC) con i Ricci Hotels Per oltre vent’anni è rimasto lì, chiuso e fatiscente: l’ex colonia Santa Monica di Villamarina, costruita dalla Caritas Milanese,è un edificio degli anni Cinquanta (1953),che nessuno sembrava in grado di riscattare. Un lungo abbandono che è poi diventato degrado, una ferita nel tessuto urbano di Cesenatico, anche perché la colonia è stata progettata da Mario Bacciocchi (1902 – 1974), allievo di Piero Portaluppi; uno fra i grandi architetti che hanno lasciato un segno indelebile nel rinnovamento dell’architettura italiana. Bacciocchi è stato anche architetto della Famiglia Barilla e ha realizzato fra l’altro i primi negozi di vendita della pasta, ha progettato grandi opere a Milano, scuole, chiese, in Italia e all’estero. Ora la famiglia Ricci, che nella città marinara è stata tra le pioniere del settore dell’ospitalità con i Ricci Hotels – Family Resort e Bike Hotel che vantano 5 strutture con diverse formule di soggiorno – ha scelto di scommetterci, avviando i lavori per trasformarlo in un moderno hotel affacciato sul mare. Un progetto di rigenerazione urbana, revamping e rilancio alberghiero con standard internazionale, che prevede qualità dei servizi, grandi spazi e attenzione all’ambiente; in sintesi i valori fondamentali in cui la famiglia Ricci crede, da sempre, per il benessere delle persone in vacanza. Un progetto che vuole ricordare Bacciocchi mantenendo vive le sue linee architettoniche – la colonia infatti nella struttura originale non cambierà: il taglio razionalista e le linee pulite restano nello spirito del progetto di ristrutturazione e ampliamento. Il design, con un forte legame al genius loci, è infatti un obiettivo importante e i rimandi a Giò Ponti, a Saul Bravetti protagonisti di quegli anni a Cesenatico oltre, ovviamente, a Giuseppe Vaccaro con il capolavoro razionalista della Colonia Agip, faranno da ispirazione. Novanta camere, due piscine oltre a quella già presente, di cui una coperta e una semi-olimpica da 25 metri, ristorante, lobby bar e un’ampia area esterna di 4mila mq, di cui una parte prevalente di spiaggia privata. Il progetto punta sulla sostenibilità, con materiali a basso impatto ambientale e un impianto fotovoltaico. Se i lavori procederanno nei tempi previsti, l’inaugurazione é attesa nella primavera del 2028. www.riccihotels.it  

Ambiente Magazine

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