Differenziata, nel Vesuviano un solo Comune al 98% e troppi fermi sotto il 50% – LET’S DO IT! ITALY: “Monitoraggio e bonifiche non bastano se tralasciamo l’ABC delle pratiche ambientali”

L’analisi del Polo della Sostenibilità Ambientale sui dati disponibili della raccolta differenziata nei comuni vesuviani

Napoli, 5 giugno 2026 – La fascia vesuviana rimanda una fotografia in chiaroscuro relativa alla raccolta differenziata: comuni che sfiorano il 100% e altri che restano sotto il 50%.

È quanto emerge dall’analisi di Let’s Do It! Italy APS e dal Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, che ha esaminato i dati pubblicati sul portale WMySir relativi ai comuni del Parco Nazionale del Vesuvio e ad alcuni comuni limitrofi.

A guidare la classifica è Massa di Somma, che raggiunge il 97,53% di raccolta differenziata, seguita da Ottaviano (87,23%, dato 2026), Sant’Anastasia (86,67%, dato 2026) e Terzigno (79,79%, ultimo dato disponibile riferito al 2025).

Tra i comuni che superano la soglia minima del 65% prevista dalla normativa nazionale figurano anche San Sebastiano al Vesuvio (65,57%, dato 2026) e Boscotrecase (65,23%, ultimo dato disponibile riferito al 2025). Entrambi superano tuttavia il limite minimo di legge soltanto di pochi decimali.

Restano invece sotto il 65% Cercola (64,51%, ultimo dato disponibile 2018), San Giuseppe Vesuviano (64,48%, dato 2026), Pollena Trocchia (62,82%, dato 2026), San Giorgio a Cremano (58,98%, dato 2026), Volla (57,51%, dato 2026), Portici (56,20%, dato 2026), Somma Vesuviana (53,30%, dato 2026), Boscoreale (47,26%, dato 2026), Ercolano (45,87%, dato 2026) e Trecase (44,10%, ultimo dato disponibile riferito al 2025).

Gli ultimi dati disponibili collocano in fondo alla graduatoria Torre del Greco (35,66%, ultimo dato disponibile riferito al 2024), Trecase (44,10%, ultimo dato disponibile riferito al 2025) ed Ercolano (45,87%, dato 2026), tutti ampiamente al di sotto della soglia minima prevista dalla normativa nazionale.

Particolarmente significativo appare anche il caso di Portici, città che negli anni passati veniva spesso indicata tra le esperienze positive del territorio sul fronte della raccolta differenziata e che oggi si ferma al 56,20%, rimanendo sotto il livello minimo fissato dalla legge, ovvero il 65%.

L’analisi ha inoltre evidenziato una criticità legata alla disponibilità e all’aggiornamento dei dati pubblicamente consultabili. In diversi casi le informazioni disponibili non risultano aggiornate agli stessi periodi temporali: per alcuni comuni mancano i dati del 2026, per altri anche quelli del 2025, mentre nel caso di Cercola l’ultimo dato disponibile risulta fermo addirittura al 2018.

Una situazione che rende più difficile per cittadini, associazioni e istituzioni valutare in modo puntuale l’evoluzione delle performance ambientali del territorio e che evidenzia l’importanza di una maggiore trasparenza e uniformità nella pubblicazione dei dati ambientali.

«Nel 2026 non dovrebbe più fare notizia chi supera il 65% di raccolta differenziata, ma chi non riesce ancora a raggiungerlo. Colpisce che nello stesso territorio convivano comuni che sfiorano il 100% e altri che restano sotto il 50%. Ancora più preoccupante è la difficoltà di reperire dati aggiornati e omogenei per tutti i comuni: la trasparenza ambientale è il primo passo per misurare i risultati e migliorare le politiche pubbliche. Le buone pratiche esistono già, ora occorre fare in modo che non restino casi isolati» dice Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It Italy. “La raccolta differenziata rappresenta uno degli indicatori più immediati dell’efficacia delle politiche ambientali locali e costituisce uno strumento utile per comprendere quali modelli organizzativi stiano producendo risultati concreti e dove, invece, sia necessario intervenire con maggiore determinazione, sotto il profilo dell’informazione e dei controlli” conclude.

L’associazione continuerà a monitorare l’evoluzione degli indicatori ambientali attraverso il Polo della Sostenibilità Ambientale di San Sebastiano al Vesuvio, il progetto della mappatura dei siti inquinati e il costante dialogo con le autorità avviato da ormai oltre un anno, con l’obiettivo di promuovere la bonifica dei territori. I valori di trasparenza, diffusione delle buone pratiche e confronto costruttivo tra cittadini, amministrazioni e realtà associative del territorio rappresentano i cardini delle attività poste in essere dall’associazione.

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Congratulazioni vivissime all’associazione per questo loro importante impegno civivo.

Ambiente Magazine

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