Per ogni euro investito in natura 5,10 euro di valore sociale. Ora si acceleri su “prescrizioni di natura” per migliorare benessere dei cittadini e abbattere costi sociali.
I 3,7 milioni di alberi piantati in Italia nel 2025 produrranno benefici non solo sul fronte ambientale e sanitario, ma anche su quello economico e sociale. Lo affermano la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), e l’Accademia Italiana di Biofilia (Aib) commentando lo studio realizzato da Legambiente e AzzeroCO2 (in foto di copertina un germoglio di leccio).
Gli alberi rappresentano a tutti gli effetti una vera infrastruttura verde capace di mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare il benessere dei cittadini – spiegano Sima e Aib – In primo luogo contengono le ondate di calore, sempre più frequenti e prolungate in Italia, riducendo le temperature medie nelle aree urbane densamente edificate ed evitando migliaia di decessi prematuri tra la popolazione. Migliorano poi la qualità dell’aria intercettando polveri sottili e altre particelle e assorbendo anidride carbonica, e riducono il rischio di allagamenti in caso di nubifragi e bombe d’acqua, trattenendo parte della pioggia a rendendo il terreno più permeabile.
Gli alberi hanno poi un positivo effetto sulla salute dei cittadini: numerosi studi internazionali hanno dimostrato come il verde pubblico sia in grado di ridurre lo stress, aumentare il benessere emotivo e limitare i sintomi di disagio psicologico.
Enormi poi i vantaggi economici, legati ad un minor consumo di energia per il raffrescamento di edifici pubblici e privati, minori costi legati ad allagamenti e gestione delle acque piovane, valorizzazione degli immobili, abbattimento dei costi sanitari.
“Recenti studi hanno dimostrato come gli interventi in favore della natura generino un valore sociale fino al 510% dell’investimento iniziale. In altri termini, per ogni euro investito in natura il valore sociale complessivamente prodotto può arrivare a circa 5,10 euro – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani – Per questo assieme ad Aib stiamo sviluppando una piattaforma di formazione dedicata a medici, psicologi e agli altri professionisti sanitari, con corsi e strumenti pensati per diffondere le conoscenze scientifiche sulle “prescrizioni di natura” e fornire le competenze necessarie per comprenderne criteri, modalità e possibili ambiti di applicazione”.

Fonte Ufficio Stampa SIMA – Società Italiana di Medicina Ambientale – 12/10/2026


