Una settimana di navigazione attorno alla Sardegna, attraverso le Aree Marine Protette dell’isola, con un team multidisciplinare di ricercatori su cetacei, foca monaca e microplastiche (foto Lagoon 46 by NSS Charter – laboratorio dul mare de Il Viaggio delle Balene).
Olbia, 1 ottobre 2026 – Si mollano gli ormeggi sabato 3 ottobre, in mattinata, dalla Marina di Cala dei Sardi, nel Golfo di Cugnana. Prende il via così Tracce nel Blu – Rotta per la biodiversità, la spedizione 2026 de Il Viaggio delle Balene, il progetto della Cooperativa La Beddula che torna in mare dopo l’esperienza di Onda Vita 2025 tra Sardegna e Corsica.
Fino al 9 ottobre il catamarano Lagoon 46, messo a disposizione da NSS Charter, compirà il periplo della Sardegna, facendo tappa nelle principali Aree Marine Protette dell’isola: Capo Testa – Punta Falcone e Isola dell’Asinara, partner della spedizione, e poi Capo Caccia – Isola Piana, Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, Capo Carbonara e Tavolara – Punta Coda Cavallo. Una rotta che non è solo un itinerario: le Aree Marine Protette sono i luoghi in cui la conoscenza scientifica si traduce più direttamente in gestione e tutela, dei dati raccolti lungo il percorso sono pensati per diventare strumenti utili proprio a chi, ogni giorno, si occupa della conservazione di questi ambienti.

«Con Tracce nel Blu vogliamo unire con un filo comune le Aree Marine Protette della Sardegna, costruendo una vera Rotta per la biodiversità», spiega Alessandra Aielli, project manager della spedizione, biologa marina e ingegnere ambientale. «Un percorso che attraversa territori diversi ma connessi dallo stesso mare, per raccontarne il valore, coinvolgere chi lo vive e raccogliere dati utili alla conoscenza e alla conservazione. Dopo l’esperienza dello scorso anno tra Sardegna e Corsica, quest’anno aggiungiamo anche l’osservazione delle microplastiche, una minaccia per la biodiversità marina ma anche per la salute umana, su cui c’è ancora molto da conoscere.»
A bordo, tre linee di ricerca lavoreranno in parallelo: il monitoraggio dei cetacei, con osservazioni visive, foto-identificazione e registrazioni acustiche tramite idrofono, anche nelle ore notturne – a cura della Fondazione MEDSEA; il campionamento delle microplastiche, curato da CNR-IRBIM; la ricerca del DNA ambientale (eDNA) della foca monaca (Monachus monachus) in 21 stazioni costiere, con analisi nei laboratori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Dieci stazioni eDNA coincideranno con i punti di campionamento delle microplastiche, per integrare i dati lungo la stessa rotta.
«Il Viaggio delle Balene nasce con l’obiettivo di costruire nel tempo una conoscenza sempre più completa del nostro mare», sottolinea Pieraugusto Panzalis, ecologo marino, team leader e coordinatore tecnico-scientifico della spedizione. «Con la missione Tracce nel Blu proseguiamo il lavoro avviato lo scorso anno attraverso un approccio di ricerca integrato, mettendo insieme monitoraggio visivo e acustico dei cetacei, analisi delle microplastiche e DNA ambientale. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla foca monaca, una specie rara ed elusiva: attraverso l’eDNA possiamo rilevarne la presenza o il recente passaggio senza interferire con gli animali. La continuità del monitoraggio è fondamentale, perché solo dati raccolti nel tempo e con metodologie scientifiche comparabili possono aiutarci a comprendere come cambia la biodiversità e a individuare le aree più importanti da proteggere.»
A rendere possibile la spedizione è un team multidisciplinare che riunisce ricercatrici e ricercatori di CNR-IRBIM, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Fondazione MEDSEA, con competenze in ecologia marina, biologia molecolare, studio degli inquinanti, monitoraggio dei cetacei e comunicazione scientifica.Con la stretta collaborazione del Parco nazionale dell’Asinara e dell’Area Marina protetta Capo testa Punta Falcone.

Dal mare ai dati per la conservazione
Al rientro in porto, i dati saranno elaborati in un report su avvistamenti e registrazioni acustiche dei cetacei, in una mappatura georeferenziata dei segnali di eDNA della foca monaca e in un’analisi quali-quantitativa delle microplastiche lungo la rotta. I dataset validati alimenteranno database scientifici e strumenti per la conservazione, e i risultati saranno restituiti pubblicamente a istituzioni, operatori e comunità.
La spedizione 2025 di Onda Vita, in 5 giorni e oltre 300 miglia di navigazione con 68 ore di monitoraggio integrato, aveva registrato 52 eventi di intensa attività biologica, 18 rilevamenti acustici di capodoglio, avvistamenti di tursiopi e stenelle e 3 rilevazioni positive di eDNA di foca monaca.
Il racconto della spedizione si potrà seguire sui canali social del progetto su instagram “Il Viaggio delle Balene” e su ilviaggiodellebalene-ondavita.com
Sostengono l’evento Fondazione di Sardegna, NSS Charter, Moby Traghetti e Dilamar sommozzatori.
Il Viaggio delle Balene
Il Viaggio delle Balene è un progetto di ricerca e divulgazione scientifica della Cooperativa La Beddula, nato a Santa Teresa Gallura con l’Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone. Unisce monitoraggio dei cetacei, DNA ambientale e studio delle microplastiche per la conoscenza e la tutela del Mediterraneo. Dopo Onda Vita 2025, prosegue nel 2026 con Tracce nel Blu >>> ilviaggiodellebalene-ondavita.com
Cooperativa La Beddula
La Beddula è una cooperativa sociale nata nel 2013 a Santa Teresa Gallura per creare lavoro stabile e inclusivo sul territorio. Con Il Viaggio delle Balene porta il suo impegno anche alla tutela del mare della Sardegna.


