
Un modello che ribalta i paradigmi tradizionali dell’economia e viene presentato come replicabile su scala globale.
Genova, 29 gennaio 2026 – La Fondazione Capellino è stata selezionata come caso di studio nel volume “Il valore strategico della biodiversità. Esperienze di imprese, istituzioni e organizzazioni”, pubblicato lo scorso 7 Gennaio 2026 da FrancoAngeli Editore, una delle principali case editrici accademiche italiane. Il libro, curato da Sara Tessitore, ricercatrice presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e da Francesco Testa, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, analizza 25 esperienze eccellenti che stanno ridefinendo il rapporto tra attività economiche e natura.
Il caso Fondazione Capellino – Almo Nature Benefit S.p.A. viene presentato come un esempio radicale e senza precedenti di governance orientata alla biodiversità, capace di trasformare l’impresa in uno strumento al servizio del bene comune. Dal 2019, infatti, Almo Nature è interamente di proprietà della Fondazione Capellino, ente senza scopo di lucro che ha come unico obiettivo statutario la salvaguardia della biodiversità: una configurazione che ribalta i paradigmi tradizionali dell’economia.
Nel volume gli autori descrivono il modello di “Reintegration Economy” in cui il 100% dei profitti netti aziendali viene reinvestito nella tutela, conservazione e rigenerazione degli ecosistemi. Dal 2018 al 2024, oltre 40 milioni di euro di utili sono stati destinati a progetti ambientali concreti, trasformando il capitale economico in capitale naturale.
«Abbiamo deciso di spostare il centro di gravità dell’economia: non più il profitto come fine, ma come mezzo», dichiara Pier Giovanni Capellino, Presidente della Fondazione Capellino. «Se la biodiversità diventa il vero shareholder di un’azienda, allora l’impresa può continuare a essere competitiva e allo stesso tempo generare un impatto positivo reale, misurabile e duraturo. Questo libro dimostra che un’alternativa al paradigma economico dominante non solo è possibile, ma è già in atto».
Il volume evidenzia come la Fondazione Capellino operi su cinque linee strategiche di intervento: Habitat & Biodiversity Corridors, per la creazione di corridoi ecologici e il contrasto alla frammentazione degli habitat naturali; Climate Change, con progetti volti ad affrontare le sfide del cambiamento climatico e i suoi impatti sulla biodiversità; Biodiverse Agriculture, focalizzata sulla promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa della biodiversità; Impact of Human Activities on Biodiversity, che mira a sviluppare metodi e modelli per misurare l’impatto delle attività umane sulla biodiversità; Restoration of Historical Buildings of Villa Fortuna, dedicata al restauro degli edifici storici di Villa Fortuna, sede della Fondazione e centro per la promozione della biodiversità.
Secondo gli autori, il modello Fondazione Capellino – Almo Nature supera i limiti della tradizionale responsabilità sociale d’impresa: non una percentuale del profitto destinata al “bene”, ma un intero sistema economico orientato alla biosfera. L’inserimento della Fondazione Capellino tra i casi analizzati nel volume FrancoAngeli rappresenta un riconoscimento scientifico e istituzionale del valore e della solidità di un modello che si propone come replicabile su scala globale, capace di ispirare imprese, policy maker e investitori nella transizione verso modelli economici rigenerativi.
In un contesto di crisi ecologica senza precedenti, il caso Fondazione Capellino racconta una storia concreta di coraggio, visione e pragmatismo: la dimostrazione che un’economia al servizio della biodiversità non è un’utopia, ma una scelta possibile e necessaria per il futuro del sistema socio-economico mondiale.


