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L’ITALIA
DEI COMUNI
Un territorio con rocche e cittadelle. In alto si colloca
il primo Castello quello di Colle del Marchese che com-
prende al suo interno la chiesa di San Pancrazio (XIII se-
colo); scendendo a valle troviamo invece Castel San Gio-
UMBRIA
vanni, un fortilizio medievale perfettamente conservato,
che presenta al visitatore la preziosità di diverse opere di
pittori di scuola umbra.
Il santuario della Madonna della Bruna. Vi è poi un’antica
storia che narra come all’inizio del XVI secolo, durante un
giorno di giugno, alcuni pellegrini devoti della Beata Chiara
della Croce recatisi nella zona per venerarne le spoglie sosta-
rono diverse ore in prossimità del torrente Tatarena. Alzatisi
per riprendere il cammino non fu loro possibile sollevare da
terra lo stendardo portato fin lì. Un’illuminazione li esortò
a dipingere sul luogo l’immagine rappresentata nello sten-
dardo stesso. Fu così che la pittura prese forma su un muro
non distante, ma scesa la sera il lavoro venne inevitabilmen-
te interrotto. Il giorno seguente l’autore della pittura si recò
nuovamente sul luogo per terminare l’opera che però trovò
misteriosamente compiuta. Lo stupore fu enorme, venne-
ro poi compiute indagini e approfondimenti riferiti al fatto,
fino a quando, alcuni anni dopo, con un decreto del 30 ago-
sto 1510 il vescovo Eroli concesse alla comunità di Castel
Ritaldi il permesso di erigere sul luogo dello straordinario
evento un santuario. I lavori di costruzione dell’edificio fu-
rono affidati a Nicolò di Giorgio da Como, autore della cella
campanaria del Duomo di Spoleto, la consacrazione del san-
tuario avvenne nel 1576.
Castel Ritaldi il “Paese delle fiabe”. Da anni (oltre venti)
in questo fantastico borgo viene indetto un concorso lette-
rario per favole e racconti inediti intitolato “Mario Tabarri-
ni - Castel Ritaldi Paese delle Fiabe”. Il contest è aperto a
tutti a partire dai bambini dai 3-6 anni (lavoro individuale o
di gruppo) sino a giungere alla categoria ragazzi e adulti. Il
tema di quest’anno è “Silenzio”.
L’edificio vede al suo interno una tela raffigurante la Madonna Molto bello anche l’intrattenimento dal titolo “Fiabe Sa-
col Bambino circondata dai Serafini (1508), la Madonna del porite” che comprende giochi e manifestazioni, nonchè
Soccorso attribuita a Lattanzio di Nicolò di Liberatore, non- l’allestimento dei laboratori della pizza, della pasta, delle
chè un bellissimo affresco di Tiberio d’Assisi. bottiglie che conterranno olio e vino locale. Per l’occasio-
ne i bambini possono decorarne il vetro contrassegnandolo
La Pieve di San Gregorio. sorge appena fuori dal paese con un’etichetta personalizzata a loro piacimento. Un’altra
e le sue origini sono molto antiche. Alcuni reperti fanno esperienza interessante riguarda poi il laboratorio per la ca-
supporre che l’edificio sia stato costruito in luogo di un gliatura del formaggio dove bambini e ragazzi realizzano i
preesistente sito romano. La struttura in origine doveva loro “formaggini”. Non si può non ricordare, infine, l’evento
essere una piccola chiesa rurale più bassa di quella attuale che si tiene a metà novembre ed è chiamato Frantotipico
e dotata di abside, della quale però oggi rimane solamente dove l’olio è protagonista assoluto delle giornate, all’insegna
la base. La Pieve di San Gregorio si presenta con tetto a della tradizione e della genuinità in un’ottica composita che
due spioventi e una facciata composta da un’alternanza di pone al centro il borgo con le sue eccellenze da far conoscere
tratti bianchi e rosati. L’interno della chiesa, a navata uni- a grandi e piccini avvicinandovisi e toccandole con mano.◆
ca, è piuttosto spoglio, essenziale, quasi dimesso. A sini-
stra dell’ingresso è posto il fonte battesimale, allo sguardo
attento si offre poi una nicchia con affrescate le cifre che
rimandano a San Bernardino. Sopra l’altare principale vi è
una tela di Angeli da Bevagna, del XIX secolo, raffigurante
la Madonna col Bambino contornata da nuvole, in basso
sono ben visibili i Santi Francesco di Assisi, Antonio da
Padova e Gregorio Papa.
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