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Italia green
INTERVISTA AL SINDACO
MARCO FRITTELLA INCONTRA
IL SINDACO DI DOZZA
Sindaco Albertazzi, Dozza è uno dei borghi più belli d’Italia. Un centro ricco
di fascino per la natura, la storia e l’arte che si fa paesaggio urbano con le
decorazioni dei muri esterni delle case, dei palazzi, dei vicoli. Come nasce la
tendenza del ”muro dipinto”?
Ci sono molti borghi e molte città che l’hanno avviata negli ultimi decenni, la
particolarità di Dozza è il tempismo, perché l’iniziativa ha preso vita nel lontano Il sindaco di Dozza,
Luca Albertazzi
1960. Nei primi anni aveva una cadenza annuale, poi divenuta biennale. Dunque
la nostra esperienza è stata tra le primissime d’Italia. Fu un’intuizione che prese all’acrilico in epoca più recente. Il
spunto dall’arte e dalla tradizione dei murali di origine centro americana. Una bella visitatore può farsi trasportare da una
idea dell’Amministrazione del tempo. L’iniziativa del “muro dipinto” ha dato vita ad moltitudine di suggestioni, veicolate da
un vero e proprio museo a cielo aperto che chiunque può visitare, gratuitamente, opere che spaziano tra diversi temi –
in qualsiasi momento del giorno e della notte. In quegli anni il Comune ha anche dalla vita contadina ai temi più politici,
rilevato la Rocca che in precedenza era una residenza privata. Ecco, quindi, che il passando per l’astratto e quant’altro
patrimonio fruibile dal punto di vista turistico e culturale si è ampliato notevolmente. – apprezzando le varie tecniche di
Quelle sono state due grandi intuizioni. Per quanto riguarda il “muro dipinto” realizzazione.
negli anni si sono susseguiti pittori e autori di calibro internazionale e con il passare A Dozza qual è il tratto distintivo del
dei decenni le tecniche sono cambiate andando dall’affresco vero e proprio fino passato che connota ancora oggi il
presente e si proietta al futuro?
Ecco, a proposito di questo voglio
sottolineare come la questione della
temporalità sia fondamentale. Il settore
dell’enogastronomia costituisce il
nostro patrimonio culturale intrinseco.
Siamo un territorio di confine tra
Emilia e Romagna e, di conseguenza,
traiamo il massimo beneficio dall’una e
dall’altra, anche perché la gastronomia
emiliano - romagnola è un’eccellenza
nazionale di per sé. Qui si possono
apprezzare la piadina, la sfoglia tirata
a mano, il ragù, la carne ai ferri, la
piadina fritta, i salumi e gli ottimi
formaggi. In generale tutto quello
che orbita tra due eccellenze della
cultura gastronomica nazionale e, di
conseguenza, mondiale. Per quanto
riguarda il vino occorre ricordare i
principali vitigni locali: Sangiovese
di Romagna, Pignoletto, Trebbiano.
Una menzione speciale per l’Albana,
originaria proprio di Dozza. Si tratta del
primo vino bianco d’Italia insignito del
riconoscimento DOCG. Diciamo quindi
che questo è il patrimonio che abbiamo
nel Dna, fin da tempi remoti. Negli anni
Sessanta ci sono state poi quelle due
grandi intuizioni di cui parlavo prima, il
“muro dipinto” e la Rocca che hanno
fatto la differenza. Negli ultimi anni, a
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