Testo ed immagini di Giacomo Marchione, pluripremiato fotografo subacqueo
Tra le creature più elusive e sorprendenti dei fondali tropicali esiste un piccolo polpo che pochi subacquei hanno la fortuna di osservare. Si tratta del polpo Mototi (Callistoctopus mototi), una specie che incanta per la sua eleganza e per un dettaglio che cattura immediatamente lo sguardo: gli straordinari occhi di un intenso blu iridescente.
Diffuso nelle acque dell’Indo-Pacifico, dalle Filippine all’Indonesia fino alla Papua Nuova Guinea, questo cefalopode predilige fondali sabbiosi e detritici alternati a piccoli affioramenti corallini, dove può trovare rifugio durante il giorno.
Un maestro del mimetismo
Come tutti i polpi, anche il Mototi possiede una straordinaria capacità di cambiare colore e consistenza della pelle grazie ai cromatofori e alle papille cutanee. Tuttavia, quando si sente tranquillo, assume una livrea particolarmente elegante: un fondo bianco-crema attraversato da sottili strisce marroni longitudinali che ne accentuano la silhouette.
Questo disegno non è casuale. Serve infatti a rompere il profilo dell’animale e a confonderlo con i giochi di luce del fondale, rendendolo quasi invisibile ai predatori.
Gli occhi che sembrano illuminarsi
L’elemento più spettacolare del polpo Mototi è rappresentato dai suoi occhi. L’iride mostra una brillante colorazione blu elettrico che sembra quasi fluorescente sotto la luce delle torce subacquee.
Non si tratta di bioluminescenza, bensì di un fenomeno ottico dovuto alla particolare struttura dei tessuti oculari che riflettono selettivamente la luce. Per il fotografo subacqueo questo dettaglio rappresenta uno dei soggetti più affascinanti dell’intero mondo dei cefalopodi.
Gli anelli blu: avvertimento aposematico
Il polpo ocellato è caratterizzato da un paio di anelli (ocelli) di colore blu elettrico, dal chiaro avvertimento aposematico. Il segnale è molto simile a quello dei polpi dagli anelli blu (genere Hapalochlaena), che non hanno solo due anelli ma ne hanno il corpo completamente ricoperto. Nonostante in A. mototi gli ocelli siano solo due, si pensa che la funzione di avvertimento sia la stessa. Non è chiaro però se il veleno del polpo ocellato sia letale quanto quello di Hapalochlaena.
Questi anelli sono il suo principale avvertimento contro i predatori. Quando minacciato, il polpo Mototi esegue una spettacolare esposizione di colori: gli anelli si illuminano e diventano più evidenti e il corpo e i tentacoli a volte assumono colorazioni forti, in un chiaro segnale di pericolo.
L’avvertimento aposematico, o aposematismo, è una strategia di difesa che alcuni animali utilizzano, caratterizzata da colori vivaci e appariscenti che segnalano ai predatori la loro tossicità, velenosità o sgradevolezza. Questo fenomeno, come si può osservare anche dalle foto, si verifica anche quando il polpo si sente infastidito dalla presenza di un fotografo.
Un cacciatore discreto
Il Mototi conduce prevalentemente una vita notturna. All’imbrunire lascia il proprio rifugio per andare alla ricerca di piccoli crostacei, granchi e molluschi, che cattura con rapidità grazie ai suoi otto tentacoli ricoperti di ventose estremamente sensibili.
La sua intelligenza è quella tipica dei polpi: esplora l’ambiente con curiosità, valuta ogni movimento e modifica continuamente il proprio comportamento in base alle situazioni.
L’incontro con il fotografo
Osservare un polpo Mototi richiede pazienza e rispetto. Se non si sente minacciato continua tranquillamente le proprie attività, regalando al fotografo scene di rara bellezza.
È importante evitare movimenti bruschi e limitare l’uso eccessivo dei flash. Un’illuminazione morbida permette di evidenziare le delicate bande del mantello e, soprattutto, di valorizzare l’intensità del blu degli occhi senza alterarne i colori naturali.
La fotografia che accompagna questo articolo immortala proprio uno di questi momenti: il polpo, completamente rilassato, mostra la sua elegante livrea mentre esplora il fondale con la curiosità che contraddistingue questi straordinari animali.
Un piccolo gioiello della biodiversità
Il polpo Mototi ricorda quanto sia ricca e sorprendente la biodiversità dei mari tropicali. Non possiede le dimensioni spettacolari di altri cefalopodi, ma conquista chiunque abbia la fortuna di incontrarlo grazie alla sua eleganza, alla sua intelligenza e a quello sguardo blu che sembra racchiudere tutta la magia del mondo sommerso. Ogni incontro con questa specie rappresenta un privilegio per il subacqueo e un’occasione per ricordare quanto sia importante preservare gli ecosistemi marini che ospitano creature tanto straordinarie quanto fragili.
ELABORAZIONE TECNICA DELLE INFORMAZIONI
Nel vasto e misterioso mondo degli oceani, poche creature riescono a combinare una bellezza ipnotica con una pericolosità letale come il Polpo Mototi. Spesso confuso con il più famoso polpo ad anelli blu, questa specie, pur condividendo le stesse caratteristiche di avvertimento, ha una sua unicità che merita di essere esplorata.
Amphioctopus mototi, noto anche come polpo Mototi, è un mollusco cefalopode della famiglia Octopodidae. E’ una specie di polpo affascinante e relativamente poco conosciuta.
Scoperto nel 1993 dal malacologo Mark Norman, questo cefalopode è notevole per la sua bellezza, ma anche per la sua potenziale velenosità, sebbene non sia letale per l’uomo come il suo parente più famoso, il polpo dagli anelli blu. Il polpo Mototi è di piccole dimensioni, con un corpo che raramente supera i 10 cm. e tentacoli che si estendono fino a circa 20-30 cm. Questa taglia modesta può trarre in inganno, nascondendo la sua letale natura.
Aspetto e habitat
Il suo corpo è di solito di colore marrone chiaro o grigio, ma può cambiare rapidamente colore e texture per mimetizzarsi con l’ambiente circostante, come la sabbia, le rocce e le alghe. Si trova tipicamente tra le barriere coralline e i fondali rocciosi, dove può trovare rifugio in fessure e tane. La sua natura schiva lo rende difficile da avvistare, il polpo Mototi ama la solitudine e la protezione del suo ambiente.
Gli anelli blu: avvertimento aposematico
Il polpo ocellato è caratterizzato da un paio di anelli (ocelli) di colore blu elettrico, dal chiaro avvertimento aposematico. Il segnale è molto simile a quello dei polpi dagli anelli blu (genere Hapalochlaena), che non hanno solo due anelli ma ne hanno il corpo completamente ricoperto. Nonostante in A. mototi gli ocelli siano solo due, si pensa che la funzione di avvertimento sia la stessa. Non è chiaro però se il veleno del polpo ocellato sia letale quanto quello di Hapalochlaena.
Questi anelli sono il suo principale avvertimento contro i predatori. Quando minacciato, il polpo Mototi esegue una spettacolare esposizione di colori: gli anelli si illuminano e diventano più evidenti e il corpo e i tentacoli a volte assumono colorazioni forti, in un chiaro segnale di pericolo.
L’avvertimento aposematico, o aposematismo, è una strategia di difesa che alcuni animali utilizzano, caratterizzata da colori vivaci e appariscenti che segnalano ai predatori la loro tossicità, velenosità o sgradevolezza. Questo fenomeno, come si può osservare anche dalle foto, si verifica anche quando il polpo si sente infastidito dalla presenza di un fotografo.
Comportamento e dieta
Il Polpo Mototi è un predatore notturno e solitario. La sua dieta consiste principalmente di piccoli crostacei, come granchi e gamberi, che caccia e paralizza con il suo veleno prima di consumarli. La sua intelligenza, tipica dei cefalopodi, gli permette di usare strumenti e di navigare abilmente nel suo ambiente per trovare cibo e nascondigli.
Durante il giorno, tende a rimanere nascosto ed esce allo scoperto solo per brevi periodi. La sua natura schiva fa sì che gli incontri con l’uomo siano rari, ma quando avvengono, è fondamentale mantenere la distanza e non tentare di toccarlo o maneggiarlo.
Il veleno: composizione e pericoli
A differenza del polpo dagli anelli blu, il veleno del polpo Mototi non è ben studiato e la sua composizione esatta è ancora in fase di ricerca. Si ritiene che le ghiandole velenifere si trovino nelle ghiandole salivari, come nella maggior parte dei polpi. Il veleno è usato per sottomettere le prede e, sebbene non sia stato documentato un caso di morte umana causata da un morso di Amphioctopus mototi, si sa che può causare dolore, gonfiore e intorpidimento.
È importante sottolineare che il polpo non inietta il veleno con un morso diretto. La tossina si trova nella saliva e viene introdotta nel corpo della vittima attraverso un morso del becco, una struttura dura e affilata simile a quella di un pappagallo. Il morso è spesso indolore ma il suo effetto si manifesta rapidamente, rendendo necessario un intervento medico immediato. Non esiste un antidoto per l’avvelenamento da tetrodotossina. Il primo soccorso consiste nel riscaldare la zona del morso, inoltre occorre agire sul supporto vitale, praticando la respirazione artificiale, fino a quando il veleno non viene metabolizzato dal corpo.
Mimetismo e capacità difensive
Questo polpo è anche famoso per la sua capacità di imitare altri animali marini pericolosi, come il pesce leone o la medusa, in maniera analoga al Mimic Octopus (Thaumoctopus mimicus) e al Wunderpus photogenicus. Questa capacità, nota come mimetismo batesiano, è un’ulteriore strategia per evitare i predatori.
Riproduzione
La riproduzione del polpo Mototi è ancora poco conosciuta, come altri polpi, la femmina depone migliaia di piccole uova che attacca a una superficie rocciosa o all’interno di una tana. Dopo la schiusa, le larve vivono in un periodo planctonico prima di stabilirsi sul fondale marino. A differenza della maggior parte dei polpi, che muoiono poco dopo la riproduzione, alcune prove suggeriscono che la femmina di Amphioctopus mototi potrebbe deporre più di una covata di uova nel corso della sua vita.


