A Firenze la prima tappa degli Stati Generali dell’Ambiente: dalla rigenerazione degli scarti alla difesa del territorio, le sfide della Toscana

Il governatore Eugenio Giani richiama le opere per la sicurezza idraulica e la gestione dell’acqua. L’assessore regionale David. Barontini: “Meno discariche, più materia nei cicli produttivi”. Presente all’evento anche il nostro presidente Cav. Antonio Rancati con alcune interviste e colloqui che pubblicheremo nell’arco del mese di ottobre, in attesa della prossima tappa di Pesaro.

Firenze, 28 settembre 2026 – Una Toscana che non si limita a parlare di transizione ecologica ma che nelle sue filiere, nei suoi territori e nelle sue imprese conserva una capacità concreta di trasformare ciò che viene scartato in nuova materia, nuovo valore e opportunità. È questo il filo che ha attraversato la prima tappa degli Stati Generali dell’Ambiente 2026-27, che si è svolta questa mattina a Firenze presso il Teatro La Compagnia. Il percorso è stato promosso da Ricicla Tv, gruppo Zucchetti Ambiente, con la partnership istituzionale della Regione Toscana – assessorato all’Ambiente.
In primo piano la Toscana che ricicla e rigenera, ma anche tutela del territorio, biodiversità, energia e comunità. Un racconto che parte da lontano, dalla storia dei cenci, e arriva alla straordinaria esperienza del distretto tessile di Prato, uno dei più importanti esempi europei di economia circolare applicata alla manifattura: una filiera nella quale il recupero e la rigenerazione della materia fanno parte da decenni del patrimonio produttivo del territorio.

“La sfida oggi è su più settori: dalle miniere urbane alle nuove infrastrutture per l’economia circolare, dalla rigenerazione degli spazi alla tutela del capitale naturale, fino alle comunità energetiche e alla neutralità climatica, la Toscana è chiamata a mettere in relazione materia, territorio, energia e persone”, spiega Monica D’Ambrosio, direttore di Ricicla Tv e conduttrice dei lavori. “Una transizione che passa dalla capacità di chiudere i cicli, valorizzare le filiere del riuso e del riciclo e, allo stesso tempo, proteggere il patrimonio naturale e ripensare il modo in cui viviamo e produciamo”.

L’evento, con la media partnership di Make Different Magazine, diretto da Marco Frittella, si è snodato sui temi di maggiore attualità e si è rivolto non solo a istituzioni, imprese e addetti ai lavori, ma anche e soprattutto alle scuole. Complimenti al nostro ex direttore editoriale per questa sua nuova avventura in edicola e online.

“Alimentare la consapevolezza ambientale è una necessità”, sottolinea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani (in foto qui sotto a senistra). “Un tema fondamentale per regolare la resilienza di fronte agli eventi climatici sempre più estremi, dalla siccità alle precipitazioni intense. La Toscana sta rafforzando la propria strategia di prevenzione e difesa del territorio”. Il presidente ha richiamato il ruolo delle “casse di espansione e delle opere già realizzate in ottica di prevenzione”. La Regione sta inoltre portando avanti nuovi cantieri strategici: l’obiettivo è arrivare a circa 15 milioni di metri cubi di capacità di laminazione nell’area fiorentina e lungo il basso corso dell’Arno. “La difesa del suolo – ha evidenziato Giani – si lega anche alla gestione della risorsa idrica: infrastrutture come l’invaso di Bilancino consentono infatti di svolgere una doppia funzione, contribuendo alla sicurezza idraulica nei periodi di piogge intense e garantendo acqua nei mesi di maggiore siccità”.

Si è centrato sul tema del ciclo integrato dei rifiuti l’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, David Barontini (in foto a destra), che ha personalmente seguito l’organizzazione degli Stati Generali: “Tre le sfide concrete che stiamo affrontando – ha spiegato – la prima riguarda l’economia circolare e la gestione rifiuti: dobbiamo ridurre il ricorso alla discarica e fare in modo che sempre più materia torni nei cicli produttivi. E poi le bonifiche dei siti orfani, la tutela della biodiversità e la capacità di rendere i nostri territori più resilienti di fronte ai cambiamenti climatici: significa restituire aree alle comunità e proteggerle guardando al futuro”. La terza sfida, ha continuato Barontini “è l’accelerazione su rinnovabili e comunità energetiche, perché la transizione deve essere costruita con i territori, che devono diventare protagonisti del cambiamento. Sono sfide diverse, ma hanno un obiettivo comune: consumare meno risorse, rigenerare ciò che abbiamo e creare nuove opportunità per le nostre comunità”. Per attuare tutto questo, ha concluso l’assessore, “c’è un quarto momento al quale tengo particolarmente: il dialogo con le scuole e con le nuove generazioni: quando parliamo di energia e risorse naturali, stiamo parlando soprattutto del loro futuro e non possiamo farlo senza ascoltare la loro voce”.

GLI INTERVENTI, DALLE BONIFICHE AGLI IMPIANTI
Nino Tarantino,Unità di missione commissariato di governo per le bonifiche: “Le bonifiche richiedono un approccio complesso e una forte collaborazione tra le istituzioni, perché coinvolgono aspetti ambientali, finanziari, urbanistici e, spesso, anche giudiziari. La Toscana rappresenta un esempio concreto di come il principio di sussidiarietà e la collaborazione tra enti possano produrre risultati importanti, con diversi interventi già completati o in corso. L’obiettivo non è soltanto bonificare, ma restituire i territori alle comunità, trasformando luoghi degradati o contaminati in spazi di nuova vita. Per questo è fondamentale raccontare questi risultati, coinvolgendo sindaci, scuole, giovani e realtà locali: la bonifica deve diventare un messaggio concreto di rinascita e rigenerazione”.

Massimo Centemero, direttore Consorzio Italiano Compostatori CIC: “Dal punto di vista impiantistico la Toscana è autosufficiente nella gestione della frazione organica, grazie agli investimenti come il revamping dell’impianto di Montespertoli, entrato in funzione nel 2024 con una capacità di circa 165 mila tonnellate.  Resta però centrale il tema della qualità della raccolta dell’organico. In tutta Italia abbiamo registrato un peggioramento e la presenza di impurità può incidere significativamente sulle rese degli impianti e c’è poi il tema della destinazione del compost. Il mercato è prevalentemente locale e spesso la domanda non è sufficiente ad assorbire tutto il prodotto. Per questo stiamo lavorando anche su un percorso collegato al carbon farming, che in Europa sta sviluppando politiche per incentivare gli agricoltori ad aumentare la sostanza organica nei suoli attraverso diverse tecniche e lo stesso principio può essere applicato al territorio urbano, attraverso politiche di riutilizzo del carbonio nel verde pubblico e nelle opere pubbliche”.

Ambiente Magazine

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