Giardino di Nemo: quando il mare diventa un laboratorio di ricerca – Giacomo Marchione

A Noli, in Liguria, prende vita un progetto unico e affascinante: Nemo’s Garden, il Giardino di Nemo, nato nel 2012 da un’intuizione di Sergio Gamberini, fondatore di Ocean Reef Group. L’idea è tanto semplice quanto rivoluzionaria: sperimentare la coltivazione di piante sotto il mare, all’interno di speciali biosfere trasparenti ancorate al fondale.

In queste serre subacquee, la luce solare, la temperatura relativamente stabile e i sistemi di coltivazione idroponica permettono di studiare nuove possibilità per la produzione alimentare, riducendo il consumo di suolo e sperimentando modalità alternative di gestione dell’acqua e delle risorse. Un laboratorio a cielo aperto, anzi, a mare aperto, che offre spunti importanti per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della sostenibilità.

Ma il Giardino di Nemo non è soltanto innovazione tecnologica: è anche un esempio concreto di quanto la ricerca possa nascere dalla curiosità, dalla passione per il mare e dalla collaborazione tra competenze diverse. Comprendere come si comportano le piante in un ambiente così particolare significa ampliare le nostre conoscenze e aprire nuove prospettive per l’agricoltura del futuro.

Un ringraziamento speciale va a tutti i biologi e ai professionisti che, con competenza, dedizione e passione, seguono e sviluppano questo progetto, contribuendo ogni giorno alla sua crescita. In particolare, desidero rivolgere la mia gratitudine a Emilio Mancuso, biologo marino e coordinatore del sito pilota di Noli, per il suo impegno nella gestione, nella ricerca e nella divulgazione di questa straordinaria esperienza.

Il Giardino di Nemo ci ricorda che il mare non è soltanto un ambiente da esplorare e proteggere: è anche una fonte inesauribile di conoscenza, capace di ispirare soluzioni nuove per il nostro futuro. Un progetto che merita attenzione, sostegno e riconoscenza da parte di tutti coloro che amano il mare e credono nel valore della ricerca scientifica.

Testo e fotografie di Giacomo Marchione – 24 ottobre 2026

Giacomo Marchione, International Ambassador della Fondazione Octopolis, è un rinomato fotografo subacqueo italiano, nonché un ortopedico in attività. Nato il 15 febbraio 1960 a Moncalieri, Italia, ha proseguito gli studi di medicina all’Università di Torino, laureandosi nel 1988. Nel 1993 si era specializzato in Ortopedia e Traumatologia.

La passione di Marchione per la fotografia subacquea si è accesa nel 1992 durante una vacanza tropicale in cui ha ottenuto la sua prima certificazione subacquea. Affascinato dal mondo marino, iniziò a documentarne la bellezza attraverso la fotografia, un’attività che da allora gli ha valso numerosi riconoscimenti. Il suo lavoro è stato presentato in prestigiose pubblicazioni e concorsi, tra cui una Menzione d’Onore agli International Photography Awards per il suo pezzo intitolato “Big Mouth”, che cattura uno squalo balena illuminato dalle luci delle barche.

Le sue spedizioni fotografiche lo hanno portato in tutto il mondo, dalle Maldive e Indonesia alla Malesia e al Mar Ligure in Italia. Il portfolio di Marchione presenta una vasta gamma di vita marina, mettendo in evidenza la sua competenza sia nella fotografia subacquea macro che in quella grandangolare. In particolare, ha conquistato una medaglia di bronzo nella categoria Bianco e Nero al DPG Masters Underwater Imaging Competition nel 2021.

Per chi è interessato a approfondire il suo lavoro, Marchione gestisce un sito ufficiale su gmphotosub.com e condivide i suoi ultimi progetti su Instagram con il nome @marchione.giacomo. I suoi contributi al campo sono stati riconosciuti anche dalla Federation of European Photographers, dove è indicato come membro specializzato nell’insegnamento della fotografia subacquea.

Ambiente Magazine

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