I vincitori della 7° edizione del Premio “La Ghiandaia: custodi degli alberi”

Si è svolta ieri mattina 6 Marzo 2026, nella prestigiosa Sala Serpieri di Confagricoltura a Roma, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti per la settima edizione del Premio “La Ghiandaia: custodi degli alberi” (già Premio “Jean Giono”), organizzata da Fondazione Alberitalia e dall’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel settore primario (Veneto Agricoltura).

Il Premio La Ghiandaia, destinato a persone che si siano contraddistinte per la promozione, per la realizzazione e per la gestione di impianti di vegetazione legnosa (alberi e arbusti) in Italia o all’estero, intende fornire ulteriore impulso alla promozione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale e della gestione sostenibile delle foreste.

Liberamente ispirato a Jean Giono e al suo celebre “L’uomo che piantava gli alberi”, il Premio da quest’anno ha preso il nome de “La Ghiandaia”. La scelta non è casuale: questo uccello è il “vivaista naturale” dei nostri boschi: nascondendo in gran quantità ghiande per cibarsene d’inverno, infatti, senza riuscire a consumarle tutte, favorisce involontariamente la nascita di nuove querce.

«Il cambio di nome cristallizza la nostra missione» spiegano i promotori «Vogliamo celebrare chi, come la ghiandaia, si fa motore silenzioso di rinascita ambientale, trasformando il territorio attraverso la cultura forestale e la gestione sostenibile».

Il Premio era stato ideato da Veneto Agricoltura a seguito della “Carta di Sandrigo” del 2017, il documento programmatico rivolto a potenziare la presenza forestale nella pianura veneta. Col passare del tempo, e soprattutto con l’apporto e l’esperienza di Fondazione AlberItalia, il Premio ha assunto oggi una dimensione nazionale e internazionale.

La cerimonia è stata aperta da Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto delle Risorse Boschive di Confagricoltura, seguito da Marco Marchetti, presidente della Fondazione AlberItalia, Federico Correale, dirigente dell’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario e Giorgio Matteucci, Presidente della Società taliana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF).

In seguito ai saluti iniziali, ci sono stati due interventi. Il primo è stato quello di Andrea Piotti, ricercatore CNR-IBBR e componente del Comitato Scientifico AlberItalia, col suo intervento “Il lungo viaggio dei semi: dal bosco al vivaio e di nuovo al bosco” ha proposto una riflessione sul tema delle piante autoctone e alloctone alla luce dei più recenti studi di genetica forestale, sulla raccolta dei semi e la ridistribuzione delle piantine da vivaio per rigenerare boschi urbani e foreste.

Il secondo intervento, intitolato “Tree Cities of the World: dalle radici alle reti tra città”, è stato curato da Solaria Anzilotti e Fabio Salbitano della Fondazione AlberItalia. I relatori hanno illustrato l’iniziativa globale Tree Cities of the World, nata dalla collaborazione tra FAO e Arbor Day Foundation per mitigare gli eAetti dell’urbanizzazione attraverso una rete di città verdi. AlberItalia ha recentemente assunto il ruolo di punto di contatto nazionale del progetto, con il compito di supportare i comuni italiani nell’adesione a questa prestigiosa rete internazionale.

Quali sono le categorie premiate e chi sono i protagonisti di quest’anno?
Ogni anno il Premio viene riconosciuto ad amministratori di beni pubblici, imprenditori, tecnici e volontari o associazioni che si siano contraddistinti in Italia o all’estero per la promozione, per la realizzazione e per la gestione di impianti di vegetazione legnosa (alberi e arbusti), per la diffusione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale, e per la gestione sostenibile delle foreste.

Le candidature al premio pervenute quest’anno sono state 36, dall’Italia e dall’estero. La Commissione di valutazione, composta da Solaria Anzilotti di AlberItalia, Camilla Pedrazzini di Veneto Agricoltura e Antonio Brunori di PEFC, ha evidenziato l’alto livello dei lavori e ha dovuto riflettere lungamente per giungere alle conclusioni. Tanto che, per ciascuna delle categorie premiate,
la Commissione ha inteso assegnare anche delle menzioni speciali.
A presentare i vincitori di quest’anno ci ha pensato Sergio Gallo, Direttore della Fondazione AlberItalia.

I vincitori e protagonisti dell’edizione 2025, uno per ciascuna delle 4 categorie in concorso, sono stati i seguenti:
Moreno Moraldi (vincitore categoria Amministratori di bene pubblico)
Andrea Maroé (vincitore categoria Tecnici agro-forestali)
Maria Dalla Francesca (vincitrice categoria Imprenditori)
Centro socio-riabilitativo “Emma Serena” (vincitori categoria Volontari)

Coerentemente con la natura del concorso, il premio non è un semplice trofeo, ma un investimento concreto sul territorio. Ciascuno dei quattro vincitori riceverà infatti in dote 250 piante tra alberi e arbusti autoctoni, prodotti dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (VI). Le piante ricevute potranno essere destinate alla realizzazione di uno specifico nuovo
impianto o all’integrazione di impianto esistente, a giudizio dei vincitori.

Le menzioni speciali di quest’anno, che sono state 8, sono state assegnate a:
Oriana Ruzzini (menzione speciale categoria Amministratori di bene pubblico)
Sabrina Alfonsi (menzione speciale categoria Amministratori di bene pubblico)
Maria Rita Gallozzi (menzione speciale categoria Tecnici agro-forestali)
Raffaele Barbetta (menzione speciale categoria Tecnici agro-forestali)
Gerolamo Sanna (menzione speciale categoria Imprenditori)
Mercedes Mas Solè (menzione speciale categoria volontari)
Silvana Zanon (menzione speciale categoria volontari)
Annalisa Zaccaria (menzione speciale categoria volontari)

A tutti i vincitori e ai destinatari delle menzioni speciali sono stati inoltre consegnati gli attestati di riconoscimento.

ROMA – 6 MARZO 2026

Conosciamo meglio i vincitori della 7° edizione del Premio La Ghiandaia

Moreno Moraldi (vincitore categoria Amministratori di bene pubblico)
Da Pieve S. Stefano (AR), a Spello (PG), passando per tutta Italia, è figura di riferimento nel settore forestale e vivaistico italiano, sia come amministratore e dirigente pubblico, sia come tecnico e divulgatore. Ha dedicato più di 40 anni ad attività forestali, dall’Ente Cellulosa e Carta alla SAF, ad aziende forestali, trasformando con passione e competenza il mondo della vivaistica e dei rimboschimenti. Il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile, nella pratica, con decine di milioni di piantine prodotte durante la sua direzione e migliaia di ettari rimboschiti, e nel trasmettere a tutti la passione per la tutela e la valorizzazione del verde.

Andrea Maroè (vincitore categoria Tecnici agro-forestali)
Da Lumignacco, agronomo, arboricoltore e treeclimber, da oltre 30 anni misura e custodisce gli alberi più imponenti d’Europa e del mondo: li misura, li scala e li racconta, trasformando ogni incontro in un’occasione di meraviglia e conoscenza. Direttore scientifico della Giant Trees Foundation, ha guidato il progetto “Fai nascere un bosco nuovo” dopo la tempesta Vaia e collabora con Perù ed Ecuador per la formazione di guardie forestali e la conservazione delle foreste. Ogni anno indice il concorso “Tree of the Year”, per far conoscere la storia, la bellezza e il valore dei grandi alberi monumentali.

Maria Dalla Francesca (vincitrice categoria Imprenditori)
Da Casale di Scodosia (PD), da oltre 25 anni intreccia la sua vita con la terra della Pianura Padana. Proprietaria di terreni storici di famiglia, ha trasformato la sua azienda in una fattoria didattica biologica e laboratorio vivente. Dal 1998 segue la crescita di 9 ettari di boschi planiziali, oggi rifugio di centinaia di specie vegetali e animali. Con il progetto FILO’ e la favola “Io sono un albero”, in cui una quercia e una ghiandaia guidano il racconto, trasmette saperi, storie e valori della natura. Si interfaccia quotidianamente con scuole, comunità, associazioni e istituzioni, creando un ponte tra educazione, tradizione e tutela della biodiversità.

Centro socio-riabilitativo “Emma Serena” (vincitori categoria Volontari)
Il gruppo di ospiti e operatori San Nicolò di Rottofreno (PC), ha tante storie, tante vicende personali, tante difficoltà che rendono ancora più importante coinvolgere questi ragazzi e ragazze in un progetto che restituisce bellezza a spazi verdi marginali. Con il progetto CAMPOSTORTO, hanno trasformato il giardino del Centro in uno spazio vivo e condiviso. Con CAMPOSTORTO 2.0, la loro esperienza si è estesa al territorio, coinvolgendo scuole, amministrazioni e cittadini, intrecciando inclusione, formazione e amore per il verde.

Fonte comunicato ufficiale >>> www.compagniadelleforeste.it

Ambiente Magazine

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