Il “polpo” sarà l’immagine simbolica dell’entrata in vigore, sabato 17 gennaio 2026, del Trattato sull’Alto Mare, noto anche come Trattato BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction), un accordo storico internazionale che protegge le aree oceaniche oltre le giurisdizioni nazionali, stabilendo aree marine protette e limitando attività dannose; il polpo è usato metaforicamente per la vastità e la complessità degli oceani che il trattato mira a governare, anche se l’Italia è in ritardo con la ratifica, rischiano di perdere l’occasione di essere protagonisti in questa nuova gestione marina.
Cosa prevede il trattato:
- Protezione del 30% degli oceani: Obiettivo di creare aree marine protette entro il 2030.
- Governance delle acque internazionali: Regola l’uso delle risorse genetiche marine e le attività in alto mare.
- Sostenibilità: Mira a limitare pesca eccessiva, estrazioni minerarie e altre attività dannose per l’ecosistema.
Il ruolo del polpo (simbolico):
- Vastità e complessità: Il polpo rappresenta la vastità e la ricchezza degli oceani, spesso trascurati.
- Cattura e protezione: Simboleggia sia la pesca (tradizionale) sia la necessità di proteggere queste creature e i loro habitat.
Complimenti ai cari amici della fondazione internazionale Octopolis, che da oltre un anno promuovono la salvaguarda degli ecosistemi marini, in particolare di questo simpatico animale, con cui hanno realizzato diversi eventi di sensibilizzazione, anche negli ospedali per la Polpo-Terapia con tanti “polpetti” di cotone per i bambini prematuri nelle incubatrici.



