Storie sommerse del Mediterraneo: Il Reggiane di Capo Ognina

Dal 10 luglio online il primo capitolo di “Abyss Discovery”, il nuovo progetto documentaristico di Igor D’India dedicato alle storie sommerse del Mediterraneo. Al centro del film il ritrovamento casuale del relitto di un raro aereo italiano della Seconda guerra mondiale da parte del subacqueo esploratore Fabio Portella.

Fabio Portella e Igor D’India

Dal 10 luglio, anniversario dell’inizio dell’Operazione Husky e dello sbarco alleato in Sicilia del 1943, disponibile online “Il Reggiane di Capo Ognina”, primo capitolo di Abyss Discovery, progetto documentaristico dedicato alle storie sommerse del Mediterraneo.

Il documentario, della durata di circa 10 minuti, nasce dal ritrovamento casuale del relitto di un Reggiane Re.2002 italiano, un velivolo oggi rarissimo, individuato sui fondali di Capo Ognina, in Sicilia, dal subacqueo esploratore Fabio Portella.

Durante una delle sue esplorazioni, Portella riconosce alcuni resti riconducibili a un aereo della Seconda guerra mondiale. Tra i reperti, un dettaglio colpisce subito: una leva ancora posizionata su “PICCHIARE”. Da quel frammento meccanico, rimasto sul fondo per decenni, prende forma una ricostruzione storica che riporta alla luce una pagina poco conosciuta dell’estate del 1943.

Nei giorni dell’Operazione Husky, i piloti italiani del 5° Stormo, a bordo dei Reggiane Re.2002, si trovarono ad affrontare forze aeree e navali enormemente superiori davanti alle coste della Sicilia. Il documentario parte dal relitto e dai suoi reperti per ricostruire il contesto di quella missione e il destino dei giovani piloti coinvolti.

Il progetto nasce dall’incontro tra Fabio Portella e il filmmaker ed esploratore Igor D’India. I due si conoscono nel 2022 durante alcune attività legate al recupero delle reti fantasma con Sea Shepherd Italia. Da quell’esperienza comune nasce una collaborazione fondata sul mare e sulla ricerca di storie rimaste senza racconto.

Negli anni successivi, Portella e D’India decidono di unire le rispettive competenze e coprodurre un documentario breve costruito tra esplorazione subacquea, ricerca storica e racconto visivo.

Alla ricostruzione del contesto aeronautico contribuisce anche Marco Gargari, esperto di storia dell’aviazione e del Reggiane Re.2002, che ha aiutato a interpretare i reperti e a collegare il ritrovamento alla vicenda dei piloti italiani impegnati nei cieli della Sicilia nel luglio del 1943.

Uno degli aspetti più particolari del progetto è il modo in cui è stato realizzato. “Il Reggiane di Capo Ognina” combina riprese subacquee, ricerca storica, immagini d’archivio, ricostruzioni digitali, CGI e sequenze generate con l’ausilio di tecnologie 3D e AI. Un lavoro produttivamente insolito per un documentario indipendente di soli 10 minuti, realizzato con un budget inferiore ai 10.000 euro.

Le ricostruzioni visive servono a restituire allo spettatore la dimensione della battaglia: gli aerei in volo verso la costa siciliana, la sproporzione delle forze in campo, il fuoco della contraerea e il mare davanti a Capo Ognina, dove oggi restano le tracce materiali di quella missione.

“Io non celebro uno schieramento piuttosto che un altro”, racconta Fabio Portella. “Racconto storie di ragazzi che si sono trovati a compiere scelte dentro un panorama storico più grande di loro. Credo che vadano ricordati tutti i caduti di questi eventi, e che oggi questa tematica sia più attuale che mai.”

“Il Reggiane di Capo Ognina” nasce da una posizione precisa: raccontare la guerra attraverso ciò che lascia dietro di sé. Giovani vite interrotte, talento e coraggio consumati dentro un conflitto che ha travolto intere generazioni.

“Davanti a quei resti sul fondo, la guerra torna a essere ciò che produce: vite interrotte”, spiega Igor D’India. “Questo documentario nasce dal tentativo di ascoltare una traccia rimasta sott’acqua e trasformarla in memoria.”

Abyss Discovery nasce da questa idea: esplorare i fondali per raccontare relitti, luoghi sommersi e tracce del passato con gli strumenti del documentario contemporaneo. “Il Reggiane di Capo Ognina” sarà disponibile dal 10 luglio sui canali di Igor D’India / Abyss Discovery.

Sinossi

Dopo il ritrovamento casuale di alcuni resti di un raro Reggiane Re.2002 sui fondali di Capo Ognina, il subacqueo esploratore Fabio Portella e il filmmaker Igor D’India ricostruiscono una pagina dimenticata dell’estate del 1943. Un racconto di mare, memoria e guerra, che parte da un relitto per interrogarsi sul destino dei giovani piloti mandati a combattere in un conflitto più grande di loro.

Igor D’India

Igor D’India è documentarista, esploratore e underwater filmmaker. Dal 2005 racconta storie di avventura, ambiente ed esplorazione: dalle zone di guerra del Caucaso ai rally in Asia e Africa, dalle spedizioni in Alaska e in Amazzonia ai grandi fiumi del mondo, fino ai fondali del Mediterraneo. Ha lavorato con National Geographic e con diversi brand legati al mare, all’outdoor e all’avventura. Ha distribuito al cinema il documentario “Abyss Cleanup – il film” sulla ricerca delle discariche sommerse negli abissi dello Stretto di Messina.

Fabio Portella

Fabio Portella è esploratore subacqueo, istruttore e fondatore del Capo Murro Diving Center di Siracusa. Collabora con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e ha dedicato anni alla documentazione dei relitti sommersi del Mediterraneo, raccontati anche nel libro “La voce dei relitti”. Portella è anche Ispettore onorario della Soprintendenza del Mare.

Credits immagini

Foto e materiali video: Igor D’India / Abyss Discovery
Riprese subacquee: Fabio Portella / Capo Murro Diving Center
Ricostruzioni visive e CGI: Nide Ilustra Art
Materiali d’archivio e documentazione storica: Archivio Fabio Portella / Marco Gargari, ove indicato
Tutti i materiali sono utilizzati a fini documentaristici, culturali e divulgativi.

Ambiente Magazine

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