Quindici organizzazioni scrivono alla Commissione UE e al Governo italiano per arginare gli effetti delle sanzioni USA
Presentate interrogazioni parlamentari a Roma e a Bruxelles
Quattordici organizzazioni della società civile italiana, insieme alla Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea), hanno scritto alla Commissione Europea e al Governo italiano per chiedere risposte urgenti sulla necessità di proteggere persone, organizzazioni e banche europee dal sempre più frequente uso politico degli strumenti pensati per contrastare il terrorismo e la criminalità internazionali.
Banca Etica, Acli, Altromercato, Aoi-Associazione delle ONG Italiane, Arci, CNCA, Consorzio CGM, Coopfond, Febea, Gruppo Abele, Legacoop, Libera, MAG 2 Finance, Mediterranea Saving Humans e Oxfam hanno inviato un appello alle istituzioni Italiane ed europee per chiedere un intervento urgente per arginare gli effetti dell’uso arbitrario di sanzioni unilaterali degli USA. Sempre più spesso le liste anti-terrorismo sono utilizzate per colpire e isolare soggetti civili, umanitari e istituzionali ritenuti “scomodi”: dai giudici della Corte Penale Internazionale, alla Relatrice ONU Francesca Albanese, fino a singole associazioni, come il collettivoAutistici / Inventati (A/I), persone e realtà sono state sanzionate senza che nessun tribunale avesse constatato e giudicato condotte illecite a loro carico.
L’iniziativa accompagna e supporta le interrogazioni presentate da molti parlamentari europei di diversi gruppi politici sulle quali la Commissione Ue si dovrà esprimere entro 3 settimane (i link alle interrogazioni sono riportati in fondo a questo testo).
Le richieste del network di organizzazioni italiane ed europee sono analoghe a quelle avanzate da 30 associazioni olandesi, che si sono rivolte al Governo e al Parlamento dell’Aia per chiedere di mettere in campo subito misure di tutela per i soggetti incensurati ingiustamente colpiti dalle sanzioni USA e di avviare un’azione più ampia per ripristinare la sovranità europea nel settore dei servizi digitali e finanziari.
Ecco in sintesi le richieste contenute nella lettera inviata:
- tutela concreta per i sanzionati – Predisporre in Europa un punto di contatto, assistenza legale e supporto pratico per chi ritiene di essere ingiustamente destinatario di sanzioni.
- azione diplomatica – Premere sulle istituzioni europee per una presa di posizione chiara contro l’impatto sproporzionato delle sanzioni extraterritoriali sui fornitori di servizi europei e sui loro utenti, e incitarla a discuterne con urgenza con il governo degli Stati Uniti.
- Strumento Europeo Anti-Coercizione – Identificazione di uno strumento normativo e operativo per opporsi, come Unione europea, alle sanzioni unilaterali considerate ingiuste. Mappare il ruolo che lo Strumento Europeo Anti-Coercizione può svolgere nel respingere le pressioni sul settore internet e finanziario europeo.
- regolamento di blocco – riformare rapidamente il regolamento di blocco, rendendolo una misura efficace e sicura, e aggiornare l’allegato in cui sono contenute le misure sanzionatorie cui l’Europa si oppone.
- proteggere i servizi bancari per persone, organizzazioni e imprese – Predisporre tutele aggiuntive per le banche europee, per evitare che siano costrette a interrompere i servizi bancari a organizzazioni e imprese ingiustamente colpite da sanzioni estere, preservando le norme contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
- investire in un’infrastruttura digitale e finanziaria europea indipendente – Dare massima priorità alla creazione di un’infrastruttura digitale europea indipendente e incentivare alternative europee per cloud, social media e sistemi di pagamento.
“Aver dovuto sospendere il conto dell’Associazione A/I, a seguito dell’inserimento della stessa nella lista delle organizzazioni terroristiche del governo statunitense, è stata una decisione sofferta. In assenza di strumenti europei di tutela per le banche, abbiamo dovuto agire per evitare il rischio di subire sanzioni secondarie che possono pregiudicare l’operatività di tutti i nostri clienti – afferma Aldo Soldi, presidente di Banca Etica. “Banca Etica sta continuando a cercare soluzioni per il caso specifico di A/I, con l’obiettivo di smobilizzare le risorse del conto corrente dell’associazione. Ma vogliamo anche rendere evidente il problema politico nel suo complesso: da soli non possiamo cambiare le cose, per questo stiamo cercando di costruire una rete ampia di organizzazioni per chiedere al Governo e all’Unione europea di compiere atti concreti a difesa della autonomia giuridica e finanziaria di chi vive e opera nella Ue”.
L’appello inviato oggi alla Commissione Ue e al Governo Italiano è aperto a ulteriori sottoscrizioni da parte di organizzazioni, istituzioni e banche che vogliano difendere la sovranità finanziaria, l’indipendenza digitale e lo Stato di Diritto in Europa. Per manifestare la propria adesione si può scrivere a relazioni.istutuzionali@bancaetica.com
Interrogazioni presentate al Parlamento Europeo:
Interrogazioni presentate al Parlamento italiano:
Senato: Gruppo PD
Camera: Gruppo AVS


