Nasce EquiPlanet, lo standard di sostenibilità per le imprese agroalimentari

La componente del nostro comitato scientifico, dott.ssa Sonia Giglietti, ha partecipato stamattina a questa importante presentazione, presso il MASAF – Ministero dell’Agricoltura, Sicurezza Alimentare e Forestale, per l’innovativo standard messo a punto da Valoritalia e Santa Chiara Next per rispondere all’esigenza delle imprese dell’agrifood di ottenere una certificazione di sostenibilità in linea con l’Agenda ONU 2030: www.equiplanet.com

#EquiPlanet, l’innovativo standard di certificazione della sostenibilità destinato alle imprese agroalimentari è stato presentato ufficialmente in anteprima il 22 febbraio nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Davanti a un vasto pubblico di imprenditori, stampa, associazioni di categoria e dirigenti MASAF, in foto al tavolo di presidenza, il Prof. Angelo Riccaboni, presidente di EquiPlanet e già rettore dell’Università di Siena, Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, ente leader in Italia nelle certificazioni del settore agroalimentare e Sandra Furlan, responsabile ricerca e sviluppo Valoritalia, hanno esposto le peculiarità del nuovo protocollo, nato per coprire l’esigenza di certificare la sostenibilità di un numero in costante crescita di imprese agroalimentari e far fronte alle richieste di un mercato sempre più sensibile alle tematiche ambientali e sociali.

Lo standard poggia su una metodologia messa a punto dal Santa Chiara Next, spin off dell’Università di Siena, in collaborazione con l’United Nations Sustainable Development Solutions Network e il Columbia Center on Sustainable Investment della Columbia University, e sull’esperienza operativa maturata da Valoritalia con Equalitas, la certificazione di sostenibilità delle imprese vitivinicole riconosciuta dai principali operatori internazionali.

Ma in cosa si differenzia EquiPlanet dalle numerose certificazioni green già esistenti? «Lo standard non certifica la sostenibilità del singolo prodotto» ha spiegato Sandra Furlan «ma la conformità delle politiche e dei processi aziendali agli obiettivi e ai requisiti stabiliti dall’Agenda ONU 2030. EquiPlanet promuove un approccio olistico alla sostenibilità, valuta le politiche complessive dell’impresa e prevede un elevato numero di requisiti da rispettare».

Nello specifico, lo standard si articola in 4 ambiti: buona cittadinanza d’impresa, sostenibilità di operazioni e processi, sostenibilità della catena di fornitura, prodotti e strategie che contribuiscono a diete sane e sostenibili; 20 tematiche, che spaziano dalla governance alle pratiche anticorruzione, dalla tutela dei diritti dei lavoratori alla sicurezza alimentare, e 88 requisiti, tutti in linea con gli obiettivi e le azioni stabilite dallo United Nation Global Compact. EquiPlanet è inoltre allineato con i principali standard internazionali di reportistica e certificazione.

Quali sono i passi da seguire per le imprese che vogliono certificarsi con EquiPlanet?
Innanzitutto, devono adottare un Sistema di Gestione della Sostenibilità, stabilire obiettivi misurabili e impegnarsi a migliorare le performances di sostenibilità. Infine, devono pubblicare un Bilancio di Sostenibilità redatto con gli standard internazionali previsti dal Global Reporting Iniziative.

EquiPlanet consente alle aziende di ottenere una serie di vantaggi, che diventano sempre più evidenti se si guarda all’evoluzione del contesto giuridico e dei mercati. Il più importante è senz’altro costituito dall’allineamento agli SDGs dell’Agenda ONU 2030 e dal rispetto dei requisiti ESG (Environmental, Social, Governance); allineamento che consente all’impresa sia di rispondere efficacemente agli obblighi normativi previsti in ambito nazionale e comunitario, sia di adeguarsi alle nuove metodologie di valutazione del credito messe a punto degli istituti bancari, che prevedono rating differenziati in base al grado di adesione ai requisiti della sostenibilità.

«EquiPlanet consente alle imprese di avviare un percorso di sostenibilità in linea con le più avanzate policy internazionali, incoraggia l’innovazione organizzativa e favorisce l’adeguamento ai più avanzati standard gestionali internazionali», ha specificato il prof. Riccaboni.

Giuseppe Liberatore ha aggiunto: «EquiPlanet permette di valorizzare aspetti della gestione di un’impresa che altrimenti passerebbero inosservati, come l’impegno verso la tutela dei diritti dei lavoratori e delle minoranze, la promozione delle pari opportunità e del merito. Aspetti che sono parte integrante di una gestione sostenibile dell’impresa, al pari del rispetto dei vincoli ambientali».

Equiplanet – www.equiplanet.com – E’ uno standard di certificazione del sistema di gestione della sostenibilità che verifica la coerenza delle performance aziendali con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Agenda ONU 2030 (Sustainable Development Goals, SDGs), con i requisiti ESG e con le migliori prassi internazionali in materia di sostenibilità. Lo standard si fonda su un approccio olistico ed è modulabile in base alle caratteristiche e alle dimensioni di ogni impresa. Equiplanet si fonda su una metodologia elaborata dal Santa Chiara Next, spinoff dell’Università di Siena in collaborazione con United Nations Sustainable Development Solutions Network e Columbia Center on Sustainable Investment della Columbia University. Per la stesura dello standard è stato fondamentale il supporto degli esperti di Valoritalia, uno dei più importanti enti di controllo in Italia nel settore agroalimentare.

Roma, 22 febbraio 2024

Ambiente Magazine

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