La Corte spagnola invia un segnale forte mentre in Italia si registrano nuovi casi di bracconaggio dell’Ibis eremita

Una storica condanna in Spagna ha inviato un messaggio potente contro i crimini ambientali, proprio mentre in Italia si registrano nuove vittime di bracconaggio ai danni dell’Ibis eremita (Geronticus eremita), specie in pericolo critico di estinzione, in foto di copertina un giovane esemplare, di cui si parla nel testo, fotografato da Sandro Barile – SOA Società Ornitologica Abruzzese,

Giovane Ibis eremita in volo © Waldrappteam

Con una decisione di rilevanza internazionale, la Corte Provinciale di Badajoz ha confermato la condanna di un uomo che nel 2019 ha abbattuto a colpi d’arma da fuoco quattro Ibis eremita. La sentenza prevede un anno di reclusione, il divieto di caccia e pesca per 35 mesi e un risarcimento di 20.000 euro. Rifiutando il ricorso dell’imputato, la Corte ha chiarito che l’uccisione di una specie rigorosamente protetta non costituisce un reato minore, ma un grave crimine con conseguenze legali concrete.

“Questa condanna rappresenta un segnale estremamente importante da tempo atteso, che va ben oltre i confini della Spagna” ha dichiarato Johannes Fritz, Direttore del progetto LIFE per la reintroduzione dell’Ibis eremita. “Ogni singolo individuo conta. La perdita anche di pochi esemplari può compromettere decenni di lavoro di conservazione. La Spagna dimostra che il diritto penale ambientale può essere applicato in modo fermo ed efficace”.

L’urgenza di questa decisione è tragicamente confermata dai recenti eventi in Italia: una settimana prima della chiusura della stagione venatoria, un giovane Ibis eremita non inanellato è stato trovato gravemente ferito da colpi di fucile in Abruzzo, in provincia di Pescara. Nei giorni precedenti, il Nucleo Carabinieri CITES di Pescara era già stato allertato dopo l’avvistamento di due rari Ibis eremita, attivando una speciale task force di monitoraggio, poiché la specie si era spinta per la prima volta in quest’area. Ma le misure preventive non sono bastate, poichè il giovane esemplare è stato colpito in una zona di caccia nei pressi di Penne, ha dovuto subire un intervento chirurgico d’urgenza e resta incerto se potrà mai tornare a volare.

Ibis eremita adulto e giovane © Sandro Barile – SOA Società Ornitologica Abruzzese

“Questo giovane individuo è realmente selvatico” ha spiegato Roberta Peroni, Responsabile delle operazioni antibracconaggio. “È nato da una coppia di Ibis eremita che nidifica in completa libertà. In quanto tale, rappresenta il risultato di oltre vent’anni di sforzi di conservazione e l’obiettivo di reintrodurre una popolazione autenticamente autosufficiente.”

Parallelamente, sono in corso indagini sull’uccisione di un altro esemplare nel sud del Piemonte, abbattuto nel mese di novembre nonostante il monitoraggio mirato da parte del team di progetto e dei Carabinieri.

Questi episodi seguono due casi particolarmente gravi verificatisi ad ottobre nel nord Italia, quando il maschio adulto Zoppo e la giovane Zaz sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco durante la migrazione autunnale in provincia di Sondrio, a meno di un’ora dall’attraversamento delle Alpi.

I dati del progetto mostrano che le uccisioni illegali rappresentano circa il 30% del totale delle perdite di Ibis eremita in Italia, e che nella maggior parte dei casi i responsabili sono cacciatori con regolare licenza di caccia. Ciò conferma che il bracconaggio non è un fenomeno isolato, ma una minaccia sistemica lungo i principali corridoi migratori.

“In questo cruciale momento storico, mentre l’Italia è impegnata nel recepimento della Direttiva Europea sulla Tutela Penale dell’Ambiente, lanciamo un appello al Governo italiano affinchè agisca con decisione e rafforzi l’applicazione delle norme contro i crimini a danno della fauna selvatica”ha dichiarato Angela Di Pumpo, Responsabile della campagna antibracconaggio. “I crimini contro la fauna devono essere trattati come reati gravi che richiedono responsabilità politica e misure concrete ed efficaci”.

“Il contrasto non potrebbe essere più evidente” ha aggiunto Fritz. “Mentre la Spagna invia un segnale giuridico forte, l’Italia continua a contare nuove vittime. La sopravvivenza dell’Ibis eremita in Europa dipende ora dalla volontà delle istituzioni di tradurre gli impegni internazionali per la conservazione in una reale protezione sul territorio”.

Fonte Förderverein Waldrappteam – LIFE20 NAT/AT/000049 – LIFE NBI – 26 gennaio 2026 >>> www.waldrapp.eu/it/

Ibis eremita in volo © Waldrappteam

Ambiente Magazine

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