Un progetto di ricerca del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica analizza il microclima della città e suggerisce strategie per rigenerare le aree urbane. Obiettivo: contrastare gli effetti del clima sulla salute e il benessere urbano delle persone.
Martedì 24 febbraio alle ore 15.00 la conferenza “Climate ready Trento” farà il punto sui dati raccolti e proporrà suggerimenti ed esperienze utili a chi progetta le città. Il progetto UniTrento realizzato con il supporto del Comune di Trento e il finanziamento della Fondazione Caritro
Trento, 20 febbraio 2026 – (a.s) Quali sono le zone più fresche della città? E in quali invece la temperatura percepita si alza? Come costruire una città, più resiliente e capace, ad esempio, di difendersi dal grande caldo? A queste e molte altre domande sul benessere climatico delle persone cerca di rispondere in modo concreto il progetto di ricerca post dottorato “Rigenerazione urbana a prova di clima” condotto da Anna Codemo insieme a Sara Favargiotti, Gianluca Maracchini e Rossano Albatici del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento, con il supporto del Comune di Trento e il finanziamento della Fondazione Caritro.
I primi risultati della mappatura e del sondaggio qualitativo che ha riguardato un campione della popolazione di Trento saranno presentati nel corso di “Climate ready Trento. Progettare il benessere climatico nelle città”, un incontro pubblico che si terrà martedì prossimo 24 febbraio alle ore 15:00 nella Sala Conferenze della Fondazione Caritro, in via Calepina 1.
Focus del progetto di ricerca è analizzare gli effetti del clima sul benessere delle persone, con particolare attenzione agli spazi urbani aperti della città di Trento. Negli ultimi anni, il tema ha assunto crescente rilevanza per chi si occupa di ricerca e pianificazione del paesaggio urbano, anche a fronte della maggiore frequenza e intensità di eventi climatici estremi, come ondate di calore o intense precipitazioni. Per operare nella rigenerazione urbana della città e ottenere un impatto concreto, la ricerca ha promosso una discussione collettiva e interdisciplinare. Sono stati impiegati strumenti di analisi e monitoraggio urbano e sistemi di simulazione numerica, ma anche pratiche esperienziali e partecipative, quali camminate sensoriali e questionari, per dare valore anche all’aspetto qualitativo dell’analisi.
Dai primi risultati emerge come le zone più calde della città siano quelle che coincidono con le grandi piazze, i parcheggi, i grandi assi viari o le aree asfaltate, che per le loro caratteristiche di pavimentazione tendono a drenare meno l’acqua. Là dove invece il terreno è più permeabile, come i giardini o le aree attrezzate con suolo permeabile (misto erba e altri materiali drenanti), le temperature percepite e reali si abbassano. Il microclima delle zone vicine a corsi d’acqua è poi generalmente più fresco.
Da queste osservazioni sulla percezione e dai dati rilevati emergono indicazioni preziose per chi deve progettare le città con interventi mirati a promuovere il benessere delle persone. Per “progettare con la natura” può essere utile, ad esempio, realizzare interventi per de-sigillare il suolo e far defluire meglio l’acqua piovana, incentivare la presenza di verde urbano collocato nei posti giusti per garantire ombra e passaggio delle correnti fresche, lavorare sulle facciate degli edifici scegliendo quelle che maggiormente riflettono o assorbono il calore con intonaci chiari e pareti verdi.
Durante l’evento di restituzione saranno presentati i risultati delle analisi condotte sul microclima della città di Trento, come caso di studio. Ma sarà anche ampliato il tema della rigenerazione urbana attraverso esperienze locali e contributi di rilievo nazionale e internazionale, orientati alla pratica e al coinvolgimento diretto di chi amministra le città e di chi ne cura la progettazione urbanistica.
La partecipazione all’evento “Climate Ready Trento” è libera e gratuita, senza prenotazione.