Tempi di evacuazione ridotti fino a tre volte: con i droni cargo FlyingBasket un nuovo modello per il soccorso alpino

Progetto finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia–Austria con 1,2 milioni di euro

Il CEO di FlyingBasket Moritz Moroder: «La nostra tecnologia permette di intervenire più rapidamente, ridurre i rischi per i soccorritori e migliorare le condizioni di trasporto dei pazienti»

Bolzano, 29 aprile 2026. In caso di emergenza in montagna, il tempo è tutto. E oggi può essere ridotto fino a tre voltegrazie all’utilizzo di droni cargo, con un impatto significativo anche sulla sicurezza dei pazienti e delle squadre di soccorso. È quanto emerge dai test condotti sulle Dolomiti nell’ambito del progetto START2 Living Lab, che ha esplorato l’integrazione dei droni nelle operazioni di soccorso alpino in ambienti complessi. Tra i protagonisti del progetto c’è FlyingBasket, tech company altoatesina e player globale nella progettazione, produzione e sviluppo di droni cargo per la logistica, che ha contribuito mettendo a disposizione la propria piattaforma tecnologica, competenze operative e attività di formazione dedicate alle squadre di soccorso.

Le prove sul campo hanno confrontato i metodi tradizionali di evacuazione a terra con operazioni supportate da droni cargo heavy-lift. I risultati evidenziano un miglioramento significativo: il tempo di evacuazione può essere ridotto fino a tre volte, mentre il trasporto aereo via drone comporta una riduzione delle sollecitazioni sul paziente – in termini di urti e vibrazioni – fino a dieci volte inferiore rispetto al trasporto terrestre. Nel corso delle attività condotte con ricercatori ed esperti di medicina d’emergenza in montagna di Eurac Research è stata inoltre sviluppata una procedura innovativa di “hot loading”, che consente di caricare in sicurezza un paziente mentre il drone resta in hovering, migliorando ulteriormente l’efficacia e la sicurezza delle operazioni.

«Con questo progetto abbiamo contribuito a dimostrare un passaggio fondamentale: i droni non sono più solo strumenti di supporto, ma possono diventare parte attiva delle operazioni di soccorso – commenta Moritz Moroder, CEO e co-founder di FlyingBasket –. La nostra tecnologia permette di intervenire più rapidamente, ridurre i rischi per i soccorritori e migliorare le condizioni di trasporto dei pazienti. È un cambiamento concreto nel modo in cui si affrontano le emergenze in montagna». «Se in futuro implementeremo questa tecnologia, potremo rendere il soccorso alpino molto più sicuro e meno dipendente da mezzi come gli elicotteri» afferma Michiel van Veelen, medico, ricercatore presso l’Institute of Mountain Emergency Medicine e consulente in medicina d’emergenza.

Nonostante il quadro normativo per il trasporto di persone sia ancora in evoluzione, i droni cargo sono già oggi pronti per supportare le operazioni di soccorso, consentendo il trasporto rapido di attrezzature essenziali, il supporto alle squadre operative in aree remote e la riduzione dell’esposizione al rischio in contesti difficili. Il progetto START2 Living Lab è finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A Italia–Austria, con un budget complessivo di 1.235.497 euro, di cui 882.734 euro cofinanziati dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra un consorzio multidisciplinare che riunisce attori della ricerca, della tecnologia e del soccorso, tra cui NOI Techpark, Eurac Research – Institute of Mountain Emergency Medicine, MAVTech, FlyingBasket, CNSAS – Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, FH Kärnten e FH Kufstein Tirol.

«Il valore di START2 è anche nella collaborazione tra partner diversi, che ha permesso di testare la tecnologia in condizioni reali e di avvicinarla concretamente all’utilizzo operativo – aggiunge Moroder –. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare soluzioni che rendano il soccorso più rapido, sicuro ed efficiente, contribuendo a definire nuovi standard per il futuro delle operazioni in ambiente alpino». I risultati del progetto confermano come i droni cargo possano diventare una componente sempre più rilevante nell’ecosistema del soccorso in montagna, aprendo la strada a modelli operativi innovativi basati su velocità, precisione e sicurezza.

Ambiente Magazine

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