Partner italiani e francesi a confronto nella sede del Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta. Dalle esperienze maturate nei diversi territori alla definizione di misure comuni di protezione per habitat e specie marine

Porto Torres, 18 settembre 2026 – Trasformare esperienze, dati e pratiche sviluppate nei diversi territori in misure di conservazione condivise e concretamente applicabili a scala transfrontaliera. È stato questo l’obiettivo delle due giornate di lavoro del progetto TALASSA – Tutela e Azioni piLota per una governAnce tranSfrontaliera dei Siti mArini protetti, che il 16 e 17 settembre ha riunito a Porto Torres, nella sede del Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta, partner, enti gestori e tecnici italiani e francesi.
TALASSA, progetto del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo con capofila la Regione Autonoma della Sardegna, lavora per migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie di interesse transfrontaliero attraverso la condivisione delle conoscenze, la sperimentazione di azioni pilota e il rafforzamento della governance dei siti marini protetti. Il progetto coinvolge, oltre alla Regione Sardegna e al Parco Nazionale dell’Asinara e quello regionale di Porto Conte, anche la Regione Toscana, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ARPAL, l’Area Marina Protetta di Portofino, Parc naturel marin du Cap Corse et de l’Agriate e Septentrion Environnement.
Il workshop di Porto Torres – organizzato dal parco dell’Asinara in collaborazione con la Fondazione MEDSEA – ha rappresentato un passaggio operativo verso uno dei risultati centrali del progetto: la costruzione di un quadro comune per la gestione coordinata di habitat e specie marine nei diversi territori dell’area di cooperazione. TALASSA punta infatti a definire misure di conservazione condivise e attuate in maniera coordinata da Regioni, aree protette e siti Natura 2000.
Durante la prima giornata, il lavoro è partito dalle misure di conservazione già attive nei diversi siti e dall’analisi delle principali criticità. Il confronto si è concentrato su due grandi ambiti.
Per gli habitat, particolare attenzione è stata dedicata alle praterie di Posidonia oceanica, alla gestione degli ancoraggi e dei campi boe, alle azioni di ripristino e agli habitat di grotta. Sono emersi temi comuni quali la necessità di rendere più confrontabili i sistemi di monitoraggio, migliorare la pianificazione degli ormeggi, condividere metodologie di ripristino e rafforzare il coordinamento tra ricerca scientifica, enti gestori e amministrazioni.
Sul fronte delle specie, il lavoro ha riguardato in particolare uccelli marini, tursiope e Caretta caretta, con un approfondimento sui sistemi di monitoraggio, sulla disponibilità e condivisione dei dati e sul tema del bycatch, le catture accidentali, rispetto al quale la collaborazione con il settore della pesca rappresenta un elemento centrale.
La seconda giornata ha portato il confronto a un livello ancora più operativo. I gruppi di lavoro hanno approfondito in maniera verticale habitat, specie e metodologie trasversali, traducendo gli obiettivi emersi il giorno precedente in vere e proprie schede di intervento. Per ogni proposta sono state individuate la tipologia di misura, la descrizione delle azioni necessarie e gli indicatori utili a verificarne l’attuazione e l’efficacia.
Il percorso consentirà ora di alimentare la bozza del Protocollo transfrontaliero di governance, uno degli output conclusivi del progetto, pensato per mettere a sistema conoscenze, strumenti e pratiche e rendere più coerente la gestione di ecosistemi che, per loro natura, non seguono i confini amministrativi. L’approccio è coerente con il percorso già avviato da TALASSA, che negli ultimi mesi ha lavorato alla messa in comune delle conoscenze e al coinvolgimento degli stakeholder locali in vista della definizione di misure condivise.

«Il valore di queste giornate sta nel passaggio dalla conoscenza alla costruzione condivisa delle misure – dichiara Laura Santona, Regione Autonoma della Sardegna, capofila del progetto TALASSA –. Abbiamo territori diversi, con esperienze, strumenti e livelli di conoscenza differenti, ma molte delle pressioni che interessano habitat e specie sono comuni. Il Protocollo transfrontaliero deve partire proprio da questo patrimonio e trasformarlo in indicazioni concretamente applicabili, capaci di rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni e i soggetti che gestiscono quotidianamente il mare».
Per Vittorio Gazale, direttore del Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta, «ospitare questo confronto significa portare dentro il progetto l’esperienza quotidiana di chi gestisce un’area marina protetta. Temi come gli ancoraggi, la Posidonia, il monitoraggio delle specie o il rapporto con la pesca richiedono soluzioni operative, oltre che conoscenze scientifiche. Confrontare quello che avviene all’Asinara con esperienze sviluppate in Toscana, Liguria e Francia permette di capire quali strumenti possono diventare patrimonio comune e quali invece devono essere adattati ai singoli territori».
«Il punto interessante è riuscire a costruire un metodo comune senza cancellare le specificità dei diversi siti – sottolinea Giulio Plastina, direttore del Parco di Porto Conte –. In queste due giornate abbiamo lavorato non soltanto sulle misure, ma anche sugli indicatori e quindi sulla possibilità concreta di verificarne nel tempo l’applicazione e i risultati. È questo passaggio che può trasformare una raccolta di buone pratiche in uno strumento effettivo di governance».
Al workshop hanno partecipato rappresentanti e tecnici della Regione Autonoma della Sardegna, Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta, Parco di Porto Conte – Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana, Regione Toscana, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ARPAL, Area Marina Protetta di Portofino, Parc naturel marin du Cap Corse et de l’Agriate e Septentrion Environnement.
Il lavoro proseguirà ora con la sistematizzazione delle proposte emerse a Porto Torres e la costruzione della bozza del Protocollo, con l’obiettivo di arrivare a un quadro condiviso di misure, indicatori e strumenti per una gestione del mare sempre più coordinata tra Italia e Francia.
MEDSEA Mediterranean Sea and Coast Foundation
Website: www.medseafoundation.org