Nel quarantesimo anniversario della scomparsa (14 giugno 1986), Borges e la sua opera tornano a sorprendere, questa volta sul versante inedito della cultura ecologica.
Con Una stanza nel mondo. Borges, Ireneo Funes e la vertigine della natura, in uscita per Pandion Edizioni, Danilo Selvaggi offre una lettura innovativa del grande scrittore argentino, evidenziando una serie di temi ecologici che ne attraversano la letteratura e la stessa esistenza.
Al centro del libro di Selvaggi uno dei racconti più intensi di Borges: Funes o della memoria, tratto dalla raccolta Finzioni. È la storia di Ireneo Funes, un giovane che in seguito a un incidente perde l’uso delle gambe ma acquista una straordinaria capacità di percezione e memoria, che lo porta a stabilire una relazione profonda, immersiva, con la natura.
Ogni cosa, ogni istante, ogni foglia diventano motivo di incanto, esperienza infinita e indimenticabile che fa della stanza di Funes, nella quale il ragazzo è relegato per via della paralisi, una specialissima forma di essere nel mondo e una sorta di luogo esemplare dell’ecologia.
Considerata solitamente un caso patologico, un esempio di incapacità di oblio e pensiero razionale, la vicenda di Funes si trasforma così in una storia luminosa di sensibilità per il mondo, funzionando altresì da filo conduttore per la rilettura ecologica di racconti borgesiani leggendari come La biblioteca di Babele, L’immortale, Il Libro di sabbia o (specialmente) L’Aleph, e facendo da via di accesso ad alcune delle grandi questioni culturali e sociali del nostro tempo: l’attivismo ambientale, la crisi ecologica, la vertigine, le eco-emozioni, Antropocene.
L’originale percorso tracciato da Danilo Selvaggi conduce inoltre a una rilettura delle stesse vicende esistenziali di Borges, dagli anni della formazione a Ginevra alle sofferta storia sentimentale fino a quel conflitto tra vita e letteratura (“Credo di non essere mai uscito dalla biblioteca di mio padre”) che, alla luce della cultura ecologica, assume un significato centrale e decisivo.
Scritto con stile agile, di grande fruibilità, ma complesso e affascinante, Una stanza nel mondo non mancherà di conquistare tanto i lettori di Borges quanto gli appassionati di natura e questioni ambientali, in una concezione interdisciplinare dell’ecologismo che rappresenta una delle cifre più importanti della contemporaneità.
Il progetto editoriale di Una stanza nel mondo si distingue inoltre per una speciale edizione limitata di 99 copie numerate, destinate principalmente, ma non esclusivamente, al pubblico delle presentazioni del libro. Ciascun volume numerato conterrà un’opera originale dell’artista Gian Mario Conti: un piccolo “cameo” dipinto in tecnica mista su carta nel formato 7×7 centimetri, raffigurante una foglia. Novantanove foglie uniche, diverse l’una dall’altra per forma e colore, ispirate all’infinita varietà delle foglie che Ireneo Funes osserva, o ricorda, dalla sua stanza con finestra sul mondo, in uno dei passaggi più evocativi del racconto di Borges. Un omaggio artistico che rende ogni copia numerata del libro un oggetto da collezione e traduce visivamente un tema centrale dell’opera di Selvaggi: la straordinaria ricchezza del reale, la sua irriducibile diversità, la meraviglia della natura che mai finisce di stupirci e che, nel tempo della grande crisi ecologica, ci chiede attenzione e cura.
Danilo Selvaggi
Ambientalista, scrittore, direttore generale della Lipu – BirdLife Italia, Danilo Selvaggi si occupa di cultura ecologica, politiche ambientali, teorie dell’ambientalismo.
È membro del Comitato nazionale per il Capitale Naturale, consigliere generale della Fonda- zione Roffredo Caetani, membro del Comitato scientifico dei Quaderni della Decrescita.
Tiene corsi e lezioni per master e corsi di perfezionamento universitario. Scrive per riviste e quotidiani in tema di politiche ambientali, cultura ecologica, questioni sociali. Ha redatto e letto, per Wikiradio – Radio Rai, la storia di John Muir, padre dell’ambientalismo storico.
Per Pandion Edizioni ha scritto Rachel dei Pettirossi. Rachel Carson, Primavera silenziosa e un nuovo inizio per la cultura ecologica (2022), vincitore del Green Book 2023, del Premio Demetra 2024 per la letteratura ambientale nonché nella terna finalista al Premio Campiello Natura 2023.
Autore Siae, scrive testi di canzoni e opere di musica-teatro, tra cui Emanuel Carnevali va in America e Leggerezza eccetera su Italo Calvino.
Lettore e studioso di Borges da oltre quarant’anni, in Una stanza nel mondo porta a felice convergenza due dei percorsi di ricerca che accompagnano la sua storia intellettuale: l’ecologia, cultura eminente dei nostri tempi, e l’opera vertiginosa di Jorge Luis Borges.