Per la prima volta sarà eseguito dal vivo il repertorio musicale di epoca medioevale tornato alla luce grazie al lavoro di un team di ricerca guidato dal musicologo Francesco Zimei del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Il concerto, in programma il 4 settembre al teatro Galli di Rimini nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana, è affidato al celebre Ensemble Micrologus di Assisi, specialista nell’interpretazione storicamente informata delle opere di quel periodo. Occasione unica per ascoltare canti rimasti in silenzio per secoli
Trento, 30 luglio 2026 – Erano cucite tra loro, nascoste tra le pieghe di centinaia di pagine di un registro di censi redatto dal 1398 al 1503 sul quale i monaci benedettini dell’abbazia di San Gaudenzo, nel riminese, segnavano i dati delle riscossioni dei canoni di affitto relativi ai terreni del monastero. Si tratta di 179 striscette di pergamena che conservavano musica profana: frammenti di pentagramma rimasti sconosciuti e muti per oltre cinquecento anni perché tagliati e riutilizzati come supporto e rinforzo per la legatura del volume contabile. Materiale tornato all’Archivio di Stato di Rimini nel luglio 2025 grazie all’importante intervento di recupero effettuato dall’Icpal, l’Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro e alla successiva ricostruzione virtuale effettuata dall’Università di Trento.
Un manoscritto prezioso riportato alla luce, recuperato e ricomposto grazie alla caparbietà e al lavoro paziente e meticoloso di Francesco Zimei, professore di Musicologia e Storia della musica al Dipartimento di Lettere e Filosofia, insieme al suo gruppo di ricerca.
E ora, per la prima volta, sarà possibile anche ascoltare la loro melodia. Ballate medioevali, madrigali, rondeaux, chanson: una raccolta musicale trecentesca eseguita dal vivo in un concerto ospitato al Teatro Galli di Rimini il prossimo 4 settembre. Un’occasione per restituire al pubblico un patrimonio sonoro raro e importante, testimonianza di un paese come l’Italia che già nel Trecento e nel Quattrocento si confermava crocevia di persone, culture e arti provenienti da paesi diversi. Non solo. Il racconto dell’intero lavoro è stato raccolto in due volumi e pubblicato nella collana Ars Renovata della Libreria Musicale Italiana.
Il lavoro di ricerca e restauro
Il percorso di ricerca è iniziato nel 2016. Un periodo durante il quale non sono mancate difficoltà e imprevisti. Lo racconta lo stesso Francesco Zimei, studioso di musica medievale e rinascimentale, principal investigator del progetto Erc Advanced grant “Laudare” a margine del quale è stato possibile condurre l’opera di ricostruzione della raccolta musicale. «Era evidente che quelle striscette di pergamena nascondessero un contenuto di valore. Dopo anni di attività di sensibilizzazione, ho trovato la collaborazione dell’Archivio di Stato di Rimini detentore e conservatore dei documenti e la disponibilità del Ministero della Cultura con l’Istituto centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro di Roma (Icpal a farsi carico del lavoro di restauro».
La direttrice dell’Icpal Michela Palazzo specifica: «Il recupero del Codice di San Gaudenzo dimostra come il restauro, quando si fonda su metodologie scientifiche avanzate e su un dialogo costante tra competenze diverse, possa restituire alla ricerca testimonianze che sembravano irrimediabilmente perdute. L’intervento dell’Icpal ha reso nuovamente leggibile un patrimonio documentario di eccezionale valore, creando le condizioni per la sua ricostruzione e per una nuova stagione di studi».
Il lavoro di ricerca e restauro è terminato nel 2025. Dopo aver sfilato, con una particolare cura, i fili che legavano le striscette di pergamena al libro principale, gli specialisti dell’Icpal hanno recuperato e ripulito uno ad uno ogni singolo frammento e lo hanno digitalizzato in alta risoluzione. Poi a Trento l’antico codice è stato riportato virtualmente in vita: Francesco Zimei ha stabilito l’ordine di montaggio delle striscette e Giacomo Pirani (assegnista di ricerca, nel gruppo di lavoro dell’Erc “Laudare”), con tecnologie di ultima generazione, le ha rettificate e ricollocate facendo combaciare ogni singolo pezzetto, proprio come le tessere di un puzzle.
Il contenuto del Codice di San Gaudenzo
Il canzoniere è un’antologia tre-quattrocentesca di musica profana priva di nomi d’autori, nata come repertorio d’uso per cappella. Strutturato in cinque fascicoli, riflette le tradizioni musicali della corte malatestiana ma mostra anche notevoli legami con Firenze del Trecento. I primi quattro contengono il repertorio italiano dell’Ars Nova (ballate e madrigali), legato a maestri come Francesco Landini. L’ultimo fascicolo, un’appendice successiva, include due ballate inedite locali e chansons francesi (soprattutto rondeaux) di autori franco-fiamminghi attivi nella Cappella Papale, primo fra tutti Guillaume Du Fay. Il codice, anticipando altre fonti degli anni ’30 del Quattrocento, testimonia il precoce afflusso in Italia di questi musicisti.
Il repertorio conta 85 brani, dei quali 72 italiani e 13 francesi, con ben diciannove pezzi in unicum, che non sono cioè attestati altrove nella tradizione musicale dell’epoca.
Un’alta percentuale di inediti, insomma, e anche qualche variante significativa nei contenuti già noti. «Si tratta senz’altro di una delle più importanti raccolte di musica profana medievale riemerse in Italia», sottolinea Zimei.
E aggiunge: «Recuperare un codice in queste condizioni, tutto tagliuzzato e deformato, e trasformarlo in qualcosa di fruibile che torna a nuova vita è qualcosa di eccezionale. Noi pubblichiamo un manoscritto che non esiste più. Esistono solo dei frammenti, oggi staccati e chiusi in una scatola. Siamo convinti che il nostro lavoro farà scuola».
Ma il lavoro, forse, non è del tutto concluso. «Il codice San Gaudenzo – spiega Giacomo Pirani – era composto da undici fascicoli. Noi ne abbiamo recuperati al momento cinque, pari a cinquanta pagine del volume originale. Non escludiamo che in futuro in qualche giacimento di reperti malatestiani possano saltare fuori altri frammenti del canzoniere musicale».
I volumi che raccontano lo studio
La restituzione virtuale della parte di codice ricostruito e un ampio studio critico sono oggetto dei due libri dal titolo “Rimini, Ms San Gaudenzo III: The New Life of a Dismembered Songbook”, nella collana Ars Renovata della Libreria Musicale Italiana, che saranno presentati in occasione dell’evento riminese. Il primo tomo, a cura di Francesco Zimei, contiene gli studi dedicati al codice (saggi di Gianluca Braschi, Simonetta Iannuccelli, Giacomo Pirani, Marco Gozzi, Lucia Marchi, Matteo Leonardi, Thomas Persico, Luisa Passamani, Anita Sisino, Agathe Sultan, Marie-Antoinette Alamenciak e dello stesso Zimei). Il secondo contiene le immagini del codice, ricostruito da Francesco Zimei e restaurato digitalmente da Giacomo Pirani. Si tratta di due volumi di pregio scientifico, editoriale e tipografico, che inaugurano “Ars Renovata”, la nuova collana LIM dedicata ai facsimili dei codici musicali, la quale prende il posto della storica “Ars Nova” ampliandone notevolmente i presupposti cronologici.
Il concerto
Ma cosa potranno aspettarsi le persone che assisteranno al concerto, in programma il 4 settembre alle 19 al teatro Galli di Rimini? Sul palco ci sarà l’Ensemble Micrologus, gruppo di fama mondiale di Assisi, famoso per l’interpretazione della musica medioevale italiana con strumenti storici ricostruiti.
Ci saranno quindi la viella, il liuto, un organo portativo, il flauto, la cennamella. Strumenti musicali che venivano utilizzati per accompagnare il canto e le danze. Una polifonia in cui più voci canteranno parti diverse, creando un intreccio tra cantori e strumentisti.
L’esecuzione dell’Ensemble Micrologus permetterà di ascoltare per la prima volta in epoca moderna le pagine di questo codice ritrovato. L’evento si svolge nell’ambito della Sagra Musicale Malatestiana, nella sezione dedicata ai progetti speciali, dove la proposta intreccia una dimensione di ricerca e di originalità, tra memoria storica, sperimentazione e teatro.
Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili qui:
https://www.sagramusicalemalatestiana.it/2026/ensemble-micrologus