GARANTIAMOCI IL FUTURO, PROTEGGIAMO LE API


Come reagiscono gli insetti impollinatori, fondamentali per la salvaguardia della biodiversità, alla sfida dei cambiamenti climatici. Il tema è al centro di uno studio condotto dal Centro interdipartimentale Mente e Cervello dell’Università di Trento sostenuto dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento. L’obiettivo è approfondire la conoscenza degli effetti meno conosciuti sulle abilità delle api nel navigare in un ambiente in rapida trasformazione. I primi risultati di questo lavoro vengono presentati giovedì 19 febbraio alle 18 a Trento. L’incontro è aperto alla cittadinanza

Trento, 17 febbraio 2026 – (p.s) Se le api scomparissero, il mondo cambierebbe volto. I prati si farebbero più silenziosi, i frutteti meno generosi, le tavole più povere. Non è un’immagine retorica, ma un dato scientifico: le api e gli altri impollinatori garantiscono la riproduzione di una parte fondamentale delle piante selvatiche e coltivate, sostenendo biodiversità, agricoltura e sicurezza alimentare.
Eppure, oggi le api sono sempre più esposte a una combinazione di stress ambientali che ne minacciano salute e sopravvivenza. Il cambiamento climatico altera temperature e stagioni, modifica la disponibilità di fiori e risorse, intensifica eventi estremi. A questo si aggiungono pesticidi, patogeni, perdita di habitat. Un insieme di pressioni che incide non solo sul corpo delle api, ma anche sulle loro capacità cognitive.
Da questa consapevolezza nasce il progetto di ricerca promosso dal Centro interdipartimentale Mente e Cervello (Cimec) dell’Università di Trento e realizzato anche con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale di Trento. Il lavoro sarà presentato al pubblico durante la serata dal titolo “IBC – Impollinatori, biodiversità e cambiamento. Grazie alle api assicuriamoci il futuro”, in programma giovedì 19 febbraio alle 18 nella sala Nones di Palazzo Benvenuti (Trento – Via Belenzani, 12).
Lo studio. Le api non sono semplici insetti: possiedono sofisticate capacità di orientamento, memoria e apprendimento. Sanno calcolare distanze, riconoscere punti di riferimento, comunicare alle compagne la posizione delle fonti di cibo. Tutte queste abilità sono fondamentali per la sopravvivenza dell’alveare. Ma cosa accade quando le condizioni ambientali cambiano rapidamente? 
La ricerca si propone di esplorare, attraverso misure fisiologiche e neuroimaging, come i cambiamenti ambientali influenzano il comportamento dell’ape da miele e in che modo fattori di stress ambientali quali temperatura, umidità, virus, pesticidi e inquinamento elettromagnetico possono incidere sulla navigazione, sulla memoria e sulle funzioni cognitive di questo insetto.
Verso un’apicoltura più resiliente. I risultati del progetto contribuiranno allo sviluppo di tecnologie e strategie innovative per rendere l’apicoltura più resiliente ai cambiamenti climatici. Non si tratta soltanto di proteggere un insetto prezioso, ma di preservare un equilibrio ecologico che sostiene intere filiere alimentari e la ricchezza dei nostri territori.
«Tutta la comunità può beneficiare di questo lavoro perché l’ape da miele è un importante impollinatore del nostro ecosistema e l’idea è quella anche di aiutare l’agricoltura a essere più resiliente tramite interventi che permetterebbero alle api di poter vivere in modo migliore in questo mondo in costante cambiamento», spiega la direttrice dell’Invertebrate Neuroscience group del Cimec Elisa Frasnelli, co-responsabile del progetto insieme ad Albrecht Haase, direttore del Neurophysics group, sempre del Cimec.
Il programma della serata. Ad aprire l’incontro sarà la Presidente della Fondazione Cassa Rurale di Trento, Debora Cont. A seguire, l’intervento di Elisa Frasnelli che introdurrà il progetto e il suo significato scientifico e ambientale.
Davide Liga, dottorando della Scuola di Dottorato in Cognitive and Brain Sciences, presenterà lo sviluppo della ricerca e i primi risultati preliminari.
A chiudere la parte scientifica sarà Albrecht Haase, con uno sguardo alle prospettive future e alle applicazioni tecnologiche che potranno nascere da questo lavoro.
La serata si concluderà con una dimostrazione pratica e uno spazio aperto alle domande del pubblico. 
L’appuntamento è per giovedì 19 febbraio alle 18 in sala Nones a Palazzo Benvenuti (Trento – Via Belenzani, 12).
Maggiori informazioni sono disponibili a questo link: https://eventi.unitn.it/it/node/2935

Ambiente Magazine

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