Edilizia sostenibile con “Case Green” e le altre misure a sostegno di costruzioni più attente all’ambiente

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha dovuto affrontare una delle sfide più complesse e decisive del secolo: garantire edifici efficienti e strutturalmente solidi, riducendo al minimo l’impatto ambientale. Non è più una prospettiva futura, ma una necessità concreta, resa ancora più evidente dall’imminente recepimento della direttiva europea “Case Green“, che l’Italia dovrà integrare nel proprio ordinamento entro il 29 maggio.

Il percorso di recepimento è in corso, ma appare evidente come ci si trovi ancora in una fase che potremmo definire “di assestamento”. Il legislatore nazionale dovrà di fatto tradurre obiettivi europei molto ambiziosi in norme che dovranno essere applicabili a un contesto complesso come quello italiano, caratterizzato da un patrimonio edilizio in parte vetusto, frammentato e spesso energivoro. Nel nostro contesto nazionale è pertanto fondamentale che questo processo avvenga con equilibrio, evitando approcci ideologici o eccessivamente rigidi, che rischierebbero di rallentare i cantieri e scoraggiare gli investimenti.

Dal punto di vista delle imprese, la direttiva rappresenta però anche una grande opportunità. Aziende strutturate e con una visione di lungo periodo, come Macos Srl, stanno già lavorando in questa direzione da anni, investendo in tecnologie costruttive evolute, materiali a basso impatto ambientale e soluzioni capaci di coniugare efficienza energetica, sicurezza strutturale e durabilità. Nel nostro lavoro quotidiano affrontiamo progetti complessi che richiedono un approccio integrato: dalla progettazione alla realizzazione, ogni scelta incide non solo sulle prestazioni dell’edificio, ma anche sul suo ciclo di vita e sull’impronta ambientale complessiva.

Prepararsi al nuovo scenario significa, per le imprese del settore, rafforzare le competenze interne, collaborare in modo sempre più stretto con progettisti e fornitori qualificati e adottare una logica industriale orientata alla qualità. Operativamente, ci attendiamo una crescente diffusione di interventi di riqualificazione profonda, l’uso sistematico di sistemi costruttivi certificati e una maggiore attenzione al miglioramento sismico, tema centrale soprattutto nelle aree più vulnerabili del Paese.

Sul piano normativo, sarà indispensabile semplificare le procedure autorizzative e rendere più chiari e stabili i requisiti richiesti, mentre sul fronte degli investimenti serviranno strumenti finanziari coerenti e continui nel tempo, in grado di sostenere sia il nuovo costruito sia la riqualificazione dell’esistente. Solo così la transizione potrà essere realmente efficace e inclusiva.

Un caso emblematico è rappresentato dalla ricostruzione e dalla messa in sicurezza del patrimonio edilizio in Sicilia. In un territorio esposto a rischio sismico e dissesto idrogeologico, ricostruire oggi significa adottare standard elevati, capaci di unire sostenibilità ambientale, resilienza strutturale e rispetto del contesto. Esperienze di questo tipo dimostrano come sia possibile trasformare un’esigenza urgente in un laboratorio di innovazione per l’intero settore.

In conclusione, la direttiva “Case Green” non deve essere percepita come un semplice obbligo normativo, ma come un cambio di paradigma. Le imprese che, come Macos Srl, operano da anni con una visione a 360 gradi dell’edilizia hanno il dovere – e l’opportunità – di guidare questa trasformazione, dimostrando che costruire meglio, in modo più efficiente e sostenibile, è possibile. È questa la strada per garantire solidità alle nostre città, tutelare l’ambiente e creare valore duraturo per il sistema economico e per le comunità.

Articolo di Marius Neagu, titolare di Macos Srl – 27 febbraio 2026

Ambiente Magazine

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