| Piedi che non toccano terra, sguardo perso sull’orizzonte e il mondo che torna ad avere la scala giusta, quella di quando si era bambini e il mondo sembrava più grande e degno di stupore. Seduti su una Big Bench, la piccola vertigine della meraviglia arriva sempre. Le celebri panchine giganti del Big Bench Community Project sono installazioni alte quasi tre metri, colorate e panoramiche, capaci di trasformare una gita fuori porta in un incontro inaspettato con la bellezza. In Emilia, la Terra dello Slow Mix nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, se ne trovano decine, disseminate tra Appennino, colline vitate, fiume Po e borghi antichi. Visit Emilia le svela in tre itinerari, uno per provincia, da percorrere in qualsiasi stagione dell’anno. Parma, dove l’Appennino si vede tutto d’un fiato. L’itinerario parmense si sviluppa lungo il versante appenninico, tra quote che superano i mille metri e vallate disegnate dal tempo. Si parte risalendo la Val Parma fino alla Big Bench n. 276 di Tizzano Val Parma, in località Musiara Superiore, prima panchina gigante installata nel territorio. A 1.084 metri sul massiccio del Monte Caio, nei pressi della stazione sciistica di Schia, questa panchina rossa e viola regala una delle viste più ampie dell’Emilia: il massiccio del Monte Fuso con la torre medievale di Rusino, la sagoma inconfondibile della Pietra di Bismantova e, nelle giornate terse, l’intera pianura Padana fino alle Prealpi. Per chi vuole spingersi più in alto, nel cuore dell’Appennino parmense, la meta imperdibile è la Big Bench n. 432 di Monchio delle Corti. Posizionata sulla strada che sale al Passo della Colla, ai piedi del Monte Navert (1.654 m), a pochi chilometri dalla frazione di Valditacca, questa panchina gialla e bianca affaccia sulla Val Cedra, una valle plasmata dalle glaciazioni del Pleistocene, oggi inclusa nel Parco dei 100 Laghi, svelando un paesaggio primordiale che vale assolutamente il viaggio. Ci si sposta quindi verso ovest, tra la Val Taro e la Val Ceno, per intercettare la Big Bench n. 364 di Solignano, gialla, con vista sulle cime appenniniche e sulla vallata del fiume Taro. A brevissima distanza, l’itinerario si chiude con la Big Bench n. 403 di Varano de’ Melegari, verde, affacciata sulla valle del fiume Ceno. Si raggiunge facilmente a piedi partendo dal cimitero del paese, con una breve salita su strada sterrata attraverso la località Castagnola. Entrambe le panchine valgono il viaggio anche per chi vuole abbinare cultura e Motor Valley: a pochi chilometri si trovano la Dallara Academy di Varano Melegari, museo dedicato alle monoposto da competizione, l’Autodromo Paletti e il Castello Pallavicino, raffinato esempio di architettura difensiva medievale. Piacenza, tra vigne, calanchi e panorami da cartolina. L’itinerario piacentino attraversa colline a forte vocazione vitivinicola e paesaggi geologici tra i più singolari dell’Emilia. Prima tappa: la Big Bench n. 462 di Travo, in località Termine Grosso, l’ultima installata nel Piacentino e la più inclusiva, dotata di una pedana posteriore, è accessibile anche a chi si muove in carrozzina. Gialla e verde, guarda verso le due pietre iconiche della Val Trebbia, la Pietra Perduca e la Pietra Parcellara. A Travo, piccolo borgo di origine medievale lungo le sponde del fiume, meritano una visita il Parco Archeologico del Villaggio Neolitico e il Museo Civico Archeologico presso il Castello Anguissola. Si prosegue verso la Big Bench n. 357 di Veano (Comune di Vigolzone), rossa “cardinalizia”, non a caso, e grigia, sistemata nei pressi di Villa Alberoni, su uno dei colli tra Val Nure e Val Trebbia. Accanto alla panchina, un grande pannello con il ritratto del cardinale Giulio Alberoni, illustre figlio di Piacenza, e una serie di QR code per approfondirne la storia e le opere, come la fondazione del Collegio Alberoni a Piacenza con la sua Galleria, scrigno di tesori tra cui l’Ecce Homo di Antonello da Messina. La vista scende lungo un viale alberato fino ad intravedere la città all’orizzonte. Terza sosta: la Big Bench n. 211 di Villò(Comune di Vigolzone), la prima in assoluto installata nel Piacentino. Rossa come il Gutturnio DOC, è immersa nei vigneti delle Cantine Romagnoli, dove è possibile abbinare la visita a una degustazione. Nelle vicinanze, il borgo neo-gotico di Grazzano Visconti è una tappa obbligata. Si sale poi alla Big Bench n. 424 di Groppovisdomo (Comune di Gropparello), gialla e verde, ideale per una sosta dopo una camminata tra i sentieri di trekking locali. Nelle giornate più limpide lo sguardo dalla panchina arriva fino alle Alpi. Non lontano, il sito archeologico di Veleia Romana, uno dei più importanti dell’Italia settentrionale, propone un salto indietro di duemila anni. L’itinerario si chiude con la Big Bench n. 413 di Lugagnano Val d’Arda, rossa e color sabbia, i toni del vino e dei suggestivi calanchi che caratterizzano questo territorio. Posta nel cuore del Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano, guarda su vigneti e rilievi argillosi. Prima di arrivarci, chi viene da nord può fare una deviazione a Castell’Arquato, tra i Borghi medievali più Belli d’Italia. Reggio Emilia, 14 panchine e un paesaggio infinito. L’itinerario reggiano è ricco e articolato, con 14 panchine giganti disseminate tra alto crinale appenninico, valli storiche, colline e pianura. La conformazione del territorio, un ventaglio di valli parallele separate da creste montuose, rende impossibile, e soprattutto inutile, visitarle tutte in un solo giorno. Meglio pensare a quattro aree geografiche distinte, ognuna perfetta per una giornata o un weekend autonomo, da scegliere in base alla stagione e al proprio spirito di avventura. L’area del Ventasso, quella più montana a ridosso del confine toscano, ospita tre panchine concentrate lungo la SS63. Si parte dal punto più alto: la Big Bench n. 392, nei pressi del Passo del Cerreto, installata in loc. Monte Zuccolone, gode del panorama sulla valle del Secchia e sulle vette dell’Appennino Reggiano. Scendendo lungo la statale si raggiunge la Big Bench n. 251 di Collagna(verde), con pochi minuti di cammino lasciando l’auto lungo la strada per Valbona. La terza tappa è una deviazione naturale nell’Alta Val d’Ozola: la Big Bench n. 86 di Ligonchio, rosa shocking, raggiungibile in 20 minuti dal paese lungo il sentiero che parte vicino alla pizzeria “Il Faro”, attraversando un bosco di pini e castagni costellato di opere di artisti locali, con vista sulla valle dell’Ozola e sulla Pietra di Bismantova. Cinque panchine sono concentrate lungo la spina dorsale della SS63 e delle colline matildiche, tra la Pietra di Bismantova e i castelli storici di Canossa. Chi arriva dalle colline occidentali trova la porta d’accesso ideale nella Big Bench n. 212 di Canossa, in località Albareto, gialla e blu, appena 200 metri a piedi dal parcheggio per uno scorcio sulla Val d’Enza e sull’Appennino Parmense. Proseguendo verso sud si incontra la Big Bench n. 280 di Casina, in località Trinità, bianca e rossa, facilmente accessibile lungo la SP 79, immersa in un paesaggio con panorami spettacolari sull’Appennino Reggiano e sul castello di Rossena e sulla pianura sottostante. Il fulcro di questa area è però Castelnovo ne’ Monti, che ospita due panchine. Sul Monte Ca’ di Viola si trova la Big Bench n. 230, color ciclamino, raggiungibile con circa 40 minuti di cammino dal parcheggio del ristorante La Baita D’oro sulla Sparavalle, con un panorama amplissimo sulla Pietra di Bismantova. Sul Monte Fosola c’è invece la Big Bench n. 58, rossa, la prima installata in tutta l’Emilia-Romagna, nel 2018; si trova sul tracciato del Sentiero Spallanzani, nella tappa che parte dal Castello di Carpineti, con un percorso più lungo, ma è facilmente raggiungibile anche dal paese di Felina con una facile camminata agevole anche per i bambini, con vista sulla Pietra di Bismantova, il Monte Ventasso, il Cusna e, nelle giornate più limpide, sulla pianura fino alle Alpi. Ci si sposta sul versante orientale della provincia, seguendo il corso del fiume Secchia dalle quote più alte fino alla bassa collina. In cima alla valle, sull’altopiano di Febbio nel comune di Villa Minozzo, la Big Bench n. 335, arancione e gialla, si trova a circa 1.300 metri di quota all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, con visuale privilegiata sul crinale del Monte Cusna, la vetta più alta del Reggiano. In inverno, nelle vicinanze, si può approfittare delle piste da sci di Febbio. Scendendo verso Toano, la Big Bench n. 297 in località Cà Casalotto, giallo fluorescente, si raggiunge parcheggiando a Quara e facendo una bella passeggiata di circa 2 km, in un territorio che per secoli appartenne al dominio di Matilde di Canossa. Dalla panchina si ammirano la Pietra di Bismantova, il Monte Cusna, il Monte Ventasso e l’Alpe di Succiso. Presso il ristorante bar Vittoria e il bar gelateria K2 si possono trovare i passaporti e i timbri per provare la visita a questa Grande Panchina. Continuando a scendere si arriva a Baiso: dalla piazza del paese si raggiunge la Big Bench n. 93, arancione, percorrendo per 25 minuti il sentiero CAI 632 fino alla sommità del monte, accolti da una libreria all’aperto e postazione selfie) la vista abbraccia l’Appennino Reggiano fino ai ponti di Calatrava; poco più a est, in località San Cassiano, la Big Bench n. 195, azzurra e gialla, si trova nel punto più alto del comune, in località “I quattro venti”, con un panorama a 360° sull’Appennino, la Pianura Padana e le Prealpi venete. Le ultime due tappe collinari portano a Castellarano, dove la Big Bench n. 106 color granata, omaggio alla squadra di calcio della Reggiana, si trova sul Monte Malee, raggiungibile in 15-20 minuti dall’Agriturismo San Valentino, con vista sulla valle del Secchia il Valestra, il Cimone, fino ad arrivare alla torre Ghirlandina nel centro di Modena; e a Casalgrande, dove la Big Bench n. 203 lilla, lungo l’antica via che porta al Castello oggi sede di un osservatorio astronomico, permette di scorgere i Colli Euganei, Reggio Emilia, e nelle giornate più terse, la Ghirlandina di Modena e la basilica di San Luca a Bologna. A sé stante, nella pianura a nord della provincia, la Big Bench n. 287 di Boretto merita un capitolo tutto suo: è l’unica in tutta l’Emilia-Romagna affacciata direttamente sul fiume Po. Si raggiunge passeggiando sull’argine, a pochi passi dal centro storico e dal lido fluviale. Al tramonto, i riflessi dell’acqua e i colori caldi del cielo fanno di questo luogo uno dei punti panoramici più emozionanti della Bassa Reggiana, e la chiusura perfetta per chi ha esplorato l’Emilia, panchina dopo panchina. Per maggiori informazioni: Grandi come un sogno – Le Big Bench dell’Emilia Big Bench Community Project |