Il Comitato Tuteliamo la Salute nelle scorse settimane ha raccolto oltre 1500 firme contro la realizzazione di una piattaforma multifunzionale per il trattamento dei rifiuti pericolosi e non, e per la produzione di materie prime e “End of Waste” per le fonderie presso l’azienda SILVA Srl (ex Safond-Martini), a Montecchio Precalcino.
Il progetto prevede la costruzione di un nuovo impianto per la sterilizzazione con trattamento termico di rifiuti ospedalieri pericolosi a rischio infettivo e non, potenzialmente provenienti da tutto il Triveneto. Tali rifiuti potrebbero raggiungere le 32.000 tonnellate all’anno.
L’azienda, facente parte del gruppo EcoEridania, intende poi costruire un nuovo impianto per il trattamento di sabbie inorganiche tramite rigenerazione meccanica e intende riattivarne, tramite revamping, un secondo per le sabbie additivate con leganti organici tramite trattamento termico, portando la quantità delle sabbie trattate fino a 70.000 tonnellate annue. Silva chiede poi l’autorizzazione per l’accumulo temporaneo di rifiuti pericolosi e non. I tempi di stoccaggio arrivano fino a 12 mesi e riguardano rifiuti, sia liquidi che solidi, che non vengono trattati nell’impianto in via Terraglioni: queste tonnellate di rifiuti verrebbero trasportate e qui depositate per poi essere nuovamente movimentate e spedite ad altri centri specializzati per il loro smaltimento.
L’attività che la multinazionale intende avviare nella sua azienda Silva Srl è considerata un’Industria insalubre di prima classe, in quanto è previsto il coinvolgimento di “rifiuti tossici e nocivi”. Tutto ciò in una realtà già fragilissima, sopra l’acquifero più grande dell’Europa occidentale, a pochi metri dalla linea delle risorgive tra alta e bassa pianura, dal Bosco delle Risorgive del Bacchiglione di Dueville e dall’Oasi Naturalistica di Villaverla. Proprio da queste zone viene prelevata quotidianamente l’acqua che rifornisce anche l’acquedotto di Padova e di Vicenza. E non si può non ricordare come il capoluogo berico risulti tra i più inquinati d’Europa, quarto in Italia per sforamenti di polveri sottili.
Con il progetto presentato alla provincia da Silva Srl sarà inevitabile un aumento delle emissioni in atmosfera, soprattutto in fase di costruzione. Lo studio effettuato considera poi la caduta di nebbie acide, alcaline, ossidi di azoto, PM10, PM2,5 e altre polveri fino a 15 km di distanza dal sito.
L’impatto ambientale sarebbe notevole anche sul fronte acqua: è previsto infatti lo scarico in trincea senza trattamento delle acque scolmanti di seconda pioggia oltre gli 8 mm. La zona non è provvista del servizio fognario e lo scarico dell’acqua avverrebbe a poca distanza da una realtà come quella di Dueville, quasi completamente senza acquedotto.
Tale zona inoltre non è dotata di un’infrastruttura stradale adeguata per un aumento del passaggio di mezzi pesanti.
A tutto questo si aggiunge il fatto che i rifiuti sanitari, dopo essere stati trattati, dovranno essere portati in un altro impianto che li incenerisca: ciò aumenta dunque notevolmente la complessità logistica del progetto, che necessiterebbe di un ulteriore spostamento in uscita dei rifiuti.
È prevista poi l’emissione di odori ed il superamento della soglia dB notturna, vista la presenza di un ciclo di produzione continua 24h, 7 giorni su 7.
I nuovi impianti verrebbero edificati, peraltro, in un sito oggetto di un’inchiesta presso la procura di Vicenza per la precedente gestione Safond-Martini, che tanto ha danneggiato nel corso degli anni il già fragile territorio.
Alcuni residenti di Novoledo lamentano poi da anni la presenza di sabbie nere nei vetri di casa, nelle terrazze e negli alberi e la situazione non può che peggiorare dopo il nuovo ampliamento.
Molti cittadini non si fidano più delle gestioni di questo sito così tanto discusso.
Decine di persone comuni residenti a Montecchio Precalcino, Villaverla, Dueville e Sarcedo hanno quindi spontaneamente deciso di impegnarsi attivamente per tutelare la propria salute e quella del proprio territorio, facendo squadra e informando i propri concittadini, con la creazione di questo Comitato apolitico e apartitico. La popolazione dei comuni interessati è stata infatti pressoché esclusa dal dibattito riguardante un progetto così evidentemente impattante. Le amministrazioni si sono limitate ad organizzare un incontro lo scorso 5 novembre a Preara di Montecchio, passato tuttavia sotto traccia.
Il Comitato Tuteliamo la Salute è stato costituito lo scorso 20 gennaio e depositato all’Agenzia delle Entrate di Thiene il 28, e, nell’ultimo periodo, ha avuto modo di confrontarsi con i sindaci ed i rappresentanti dei principali comuni coinvolti: Dueville lo scorso 30 gennaio, Montecchio Precalcino l’1 febbraio e Villaverla l’11 dello stesso mese.
Subito dopo la nascita del Comitato è iniziata la raccolta firme cartacea, effettuata porta a porta e tramite la collaborazione di numerosi negozi e locali della zona. Il 5 febbraio si è inoltre aggiunta la raccolta firme online che ha permesso una rapida crescita della raccolta, che ha fatto sfondare il muro delle 1000 firme totali in pochi giorni.
Dopo la pubblicazione di un articolo sul Giornale di Vicenza l’8 febbraio, che riportava le dichiarazioni dei sindaci di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla riguardo una presunta bonifica di Silva in atto nel sito, si è acceso un aspro dibattito tra le amministrazioni e il Comitato. Gli esperti di Tuteliamo la Salute hanno quindi contattato il Responsabile del Servizio Valutazione Impatto Ambientale, Rifiuti, Bonifiche, Agroambiente e Progetti Europei della Provincia di Vicenza, che ha confermato l’inesattezza delle informazioni in possesso delle Amministrazioni comunali. L’area T50 (parte verso Villaverla) non è coinvolta in nessun tipo di intervento o adeguamento impiantistico, tantomeno di bonifica. Anzi, Silva potrà continuare a trattare fino a 775.000 tonnellate di sabbie e depositare nel sito un massimo di 200.000, come ottenuto con le concessioni del 2014.
Anche nell’area T44 (verso Montecchio, parte interessata dell’ampliamento) non è prevista alcuna bonifica, bensì un intervento di vagliatura del terreno per consentire il rifacimento della pavimentazione del piazzale, non essendo stata chiesta dalla Provincia alcuna bonifica. Questo tema è stato centrale anche nell’ultimo incontro col primo cittadino villaverlese, con il quale è stato evidenziata la non presenza di bonifica sul sito. Secondo il comitato, i rischi di contaminazione delle matrici ambientali sono troppo pesanti in un territorio già fragile e provato. E se anche Silva garantisse i limiti ed i controlli di legge, inserire ulteriori impianti nell’area contribuirebbe ad un serio peggioramento della qualità della vita nei nostri territori.
Il progetto è attualmente al vaglio della Provincia, che sta valutando l’impatto ambientale del progetto (VIA): l’esito è atteso non prima del prossimo luglio.
Il Comitato si è riunito per la quarta volta a Montecchio Precalcino giovedì 13 febbraio: l’incontro ha visto la partecipazione di tanti nuovi volti, che contribuiranno nella raccolta firme e nell’informare i loro concittadini. La presidente del comitato, Melissa Peruzzo, ingegnere gestionale, e il segretario Paolo Mion, ingegnere dei materiali, assieme agli altri relatori del comitato, hanno risposto alle domande e puntualizzato in particolare le questioni della bonifica e di quali siti (T44 e non T50) siano interessati dal nuovo progetto. Per la presentazione pubblica sono stati utilizzati proprio i documenti presentati da Silva alla Provincia.
Il giorno successivo, venerdì 14 febbraio, i Comuni di Montecchio Precalcino, Villaverla e Dueville hanno pubblicato un comunicato congiunto nel quale i tre sindaci hanno dichiarato che “non verranno smaltiti rifiuti pericolosi sanitari, radioattivi, né parti anatomiche infette”: ciò tuttavia risulta contraddittorio con il progetto stesso di Silva, come evidenziato sulle pagine social del Comitato, che ha pubblicato uno screenshot di pagina 107 del documento inviato da Silva alla Provincia per la VIA. In tale pagina si fa invece esplicito riferimento a rifiuti pericolosi sanitari. I sindaci scrivono inoltre che “non sono state richieste due nuove linee di lavorazione di sabbie ma il revamping della linea di lavorazione esistente che prevede anche la possibilità della lavorazione meccanica delle sabbie”, mentre la stessa Silva ha presentato il progetto per realizzare un edificio per l’installazione di un impianto di attrizione di sabbie. Il comunicato comunale puntualizza poi come non verrà costruito un inceneritore, informazione questa, come tante altre, mai diffusa dal Comitato, che ha sempre pubblicato e scritto esclusivamente informazioni contenute nel progetto di Silva o fornite dalla Provincia di Vicenza.
L’ultimo incontro avuto dal Comitato con le istituzioni del nostro territorio è stato infine con l’amministrazione di Sarcedo, che, durante un confronto costruttivo, ha condiviso la necessità di portare consapevolezza nella cittadinanza, non ancora adeguatamente informata.