Cisambiente Confindustria presenta la nuova area CER. Le Comunità Energetiche Rinnovabili entrano nel sistema associativo

Cisambiente Confindustria annuncia l’ingresso delle Comunità Energetiche Rinnovabili nel sistema associativo e la costituzione della nuova Area CER, dedicata ad assistere le imprese che aderiscono al modello di produzione e consumo energetico in condivisione, e favorire il dialogo continuativo con i soggetti istituzionali di riferimento: questa mattina, in Confindustria, l’incontro ufficiale con le istituzioni e con la stampa.

Nel contesto del processo di decarbonizzazione e nell’attuale scenario di rincari energetici, le CER rappresentano un ulteriore strumento per ridurre il ricorso alle fonti fossili e abbattere i costi energetici. Cisambiente, con un approccio pragmatico mirato alla tutela della competitività industriale, riconosce il ruolo delle CER come leva per l’efficienza economica e per l’imprenditoria del settore.

Nell’ambito della sua attività, Cisambiente si interfaccerà con il mondo delle istituzioni per affrontare in modo strutturato le dinamiche legate agli aspetti gestionali delle Comunità Energetiche Rinnovabili, guardando anche ad alcune questioni di natura operativa emerse nelle configurazioni CER.

Tra i principali punti di attenzione: 

  • la gestione dei dati di misura e degli incentivi, con particolare riferimento alla necessità di disporre di dataset completi e ovviare a ritardi nei calcoli economici;
  • l’esigenza di superare alcune limitazioni del portale GSE in termini di estrazione dati e scalabilità, soprattutto per configurazioni di media e grande dimensione;
  • l’opportunità di promuovere interoperabilità tramite API o web service, per superare un processo manuale non sostenibile su larga scala;
  • accelerare le tempistiche nella definizione delle istruttorie, nelle modifiche alle configurazioni e nelle procedure PNRR (contributi e atti d’obbligo).

Il confronto su questi aspetti è volto ad assicurare una fluida attività delle CER, in termini di certezza dei flussi e di sostenibilità del modello, a vantaggio di imprese e utenti finali.

“La nuova Area Cer farà da raccordo tra le istanze territoriali e i decisori a livello nazionale per sostenere un quadro normativo chiaro, tempi snelli e procedure amministrative fluide per la costituzione e l’autorizzazione degli impianti. Puntiamo a superare le complessità burocratiche o di natura tecnica – ha dichiarato il Direttore Generale di Cisambiente Confindustria Lucia Leonessi – che rischiano di scoraggiare l’iniziativa di soggetti pubblici e privati. Le CER rappresentano una ulteriore modalità per produrre e usufruire di energia pulita; l’Industria Italiana dell’Ambiente coglie le opportunità offerte dal nuovo modello e dimostra ancora una volta di saper individuare e valorizzare le prospettive più innovative per l’efficienza energetica”.

“Il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia ha raggiunto un livello di maturità straordinario, ma rischia oggi un blocco operativo a causa di criticità burocratiche e tecniche – ha detto Lorenzo Carosso, Presidente di Solar Valley – tra i principali problemi evidenziati vi sono i ritardi del GSE nella validazione delle modifiche alle configurazioni CER con pratiche del 2025 ancora inevase e la necessità di reinviarle tramite il nuovo portale di Aprile 2026; la rendicontazione del PNRR con il termine di 120 giorni previsto dal Decreto Facility che rischia di essere incompatibile con i tempi di validazione delle configurazioni esistenti, impedendo ai produttori di ottenere il saldo del contributo; e poi anche errori nei calcoli delle tariffe incentivanti delle prime configurazioni 2025, con applicazione delle decurtazioni previste per impianti finanziati con contributi in conto capitale (es. PNRR 40%) anche nei casi in cui non dovrebbero applicarsi. Secondo Solar Valley – ha aggiunto Carosso – l’incertezza normativa e finanziaria rischia di compromettere la fiducia nel sistema CER. Per questo viene chiesta al MASE e al GSE l’istituzione immediata di un Tavolo Tecnico Permanente. Una CER che non riesce a erogare i contributi a causa della burocrazia rischia di perdere il proprio significato”.

“Attivare una configurazione è un processo lungo e complesso. Dall’individuazione del sito, passando per la realizzazione ed il processo di qualifica GSE, per concludere con il bonifico di riconoscimento degli incentivi passa almeno un anno e mezzo – ha rilevato – Felice Vai, Presidente CER Use Nord –  il termine di conclusione degli incentivi in conto esercizio scade il 31/12/2027. Se inizio un processo virtuoso di attivazione ora, vado oltre i termini. Adesso le CER stanno fiorendo, cerchiamo di evitare una disastrosa gelata di primavera che andrebbe a comprometterne i frutti! Proroghiamo ora al 31/12/2030 gli incentivi alle CER, non aspettiamo. Serve chiarezza e visione”.

“Ritengo che le Cer pubbliche, al pari di quelle private, possano aver un buon funzionamento. Ci sono delle criticità – ha osservato Marco Perosino, Membro del Consiglio Direttivo di Ceroero – dei problemi nelle procedure e nell’operatività, ma durante il confronto odierno ho visto la disponibilità del Mase e del GSE ad aiutarci, anche per il tramite di Cisambiente”.

“Le CER hanno dimostrato di essere uno strumento sempre più attrattivo: le circa 48mila richieste presentate per l’accesso al contributo PNRR confermano l’interesse dei territori e la volontà di cittadini, imprese ed enti locali di partecipare attivamente alla transizione energetica. Nel quadro dell’azione promossa dal Governo, il GSE, oltre ad essere disponibile ad avviare interlocuzioni a supporto delle associazioni, è impegnato nella valutazione delle istanze e nel sostegno alle progettualità, attraverso un’attività istruttoria complessa che mira a valorizzare il maggior numero possibile di iniziative. Accanto al contributo in conto capitale, resta centrale anche la tariffa premio sull’energia condivisa, che consente alle comunità energetiche di produrre benefici nel tempo e di contribuire alla sicurezza energetica, alla decarbonizzazione e alla crescita sostenibile dei territori. In questo percorso – ha concluso Roberta Toffanin, consigliere di amministrazione del GSE ed esperto consulente del MASE – il ruolo delle associazioni di categoria è fondamentale per aggregare le esigenze delle imprese, accompagnare le comunità locali e favorire un dialogo efficace con le istituzioni”.

Ambiente Magazine

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