
L’Assemblea Nazionale di ALI – Autonomie Locali Italiane, ‘Una Città per cambiare’ svoltasi a Bergamo il 16 e 17 aprile 2026, ha riunito sindaci, amministratori locali, istituzioni ed esperti per discutere le principali sfide del Paese. In un contesto in cui i Comuni italiani discutono di autonomia, PNRR e innovazione digitale, FederBIM ha richiamato l’attenzione su una delle questioni più rilevanti del futuro della montagna e delle aree interne, ovvero la governance dell’idroelettrico e delle ricadute territoriali legate all’uso della risorsa idrica. Nel suo intervento, il Presidente di FederBIM, Gianfranco Pederzolli, ha posto al centro la specificità delle competenze di FederBIM. Una specificità che “riguarda una conoscenza diretta dei meccanismi amministrativi, economici e territoriali connessi alla gestione delle derivazioni idroelettriche, dei sovracanoni e delle politiche di reinvestimento nei territori” ha sottolineato Pederzolli. “Proprio su questo terreno si apre oggi una finestra strategica fondamentale, in quanto il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche non può essere ridotto a un adempimento tecnico o a una semplice competizione tra operatori. Le procedure già avviate in Lombardia, in Friuli-Venezia Giulia e in Piemonte mostrano approcci diversi, ma condividono un limite comune: il coinvolgimento effettivo degli enti del territorio nei processi decisionali.
Nel rinnovo delle concessioni idroelettriche è fondamentale assicurare a sindaci e Comuni un ruolo di piena responsabilità, in linea con le esigenze e i bisogni dei territori”. Così ha affermato Gianfranco Pederzolli, Presidente di Federbim nel suo intervento. Le società miste- ha continuato -rappresentano lo strumento più coerente con questo principio, in quanto permettono di mantenere in capo al pubblico la titolarità della risorsa idrica e allo stesso tempo di orientarne la gestione grazie alla selezione di soggetti qualificati per operare nell’interesse collettivo. In un passaggio così delicato, segnato dalla crescente crisi ambientale e idrica, è doveroso garantire che dall’utilizzo dell’acqua derivi un beneficio sia per i territori montani che la custodiscono sia per l’intero Paese ” ha concluso Pederzolli la cui posizione è stata ripresa anche dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Al centro della posizione di FederBIM vi è il riconoscimento del ruolo che gli attori locali devono poter esercitare, ciascuno secondo le proprie competenze, nei processi di riassegnazione delle concessioni idroelettriche. “L’obiettivo è che, indipendentemente dal modello adottato, i territori siano parte attiva di questo passaggio, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze a beneficio di tutte le comunità locali”, ha proseguito Pederzolli. “La Federazione ritiene fondamentale abbandonare la polarizzazione a cui stiamo assistendo tra gare e riassegnazioni, costruendo invece una logica di collaborazione tra Comuni, concessionari e istituzioni, orientata a uno sviluppo responsabile e trasparente. La legge 959 del 1953 ha affidato ai Consorzi BIM il mandato di custodire, tutelare e valorizzare le terre alte grazie ai proventi derivanti dallo sfruttamento idrico. Su questo presupposto la Federazione ritiene che la montagna non possa più essere considerata soltanto il luogo da cui si preleva una risorsa, ma parte attiva dei processi di governance che la riguardano”.
La partecipazione all’Assemblea ALI conferma la “volontà di FederBIM di contribuire con competenza e responsabilità pubblica al confronto nazionale sulle autonomie locali e sul futuro dei territori montani. In un tempo in cui i Comuni sono chiamati a confrontarsi con transizione ecologica, innovazione tecnologica e nuovi squilibri territoriali, la Federazione intende continuare a offrire un presidio istituzionale concreto e orientato alle soluzioni”, termina così la nota diffusa alla stampa.