Completato il Parco Botanico Radicepura: un archivio vivente di piante rare, patrimonio di ecologia e sostenibilità

Il parco botanico si presenta al pubblico: un luogo in cui la biodiversità viene preservata, tutelata e consegnata alle generazioni future. In primo piano nell’immagine di copertina un ulivo secolare (ph Alfio Garozzo)

Giarre (Catania), 28 ottobre 2026 – Con il completamento del Parco Botanico Radicepura prende forma un archivio vivente: uno spazio in cui le piante rare non sono soltanto esposte, ma custodite, protette e tramandate. Ogni specie rappresenta una voce di un patrimonio botanico che rischia di scomparire, e il parco si assume l’impegno di conservarla.

Il progetto viene concepito nel 2010 per vedere la luce nel 2012 su un’estensione di oltre 5 ettari dove la famiglia Faro si impegna a preservare e tutelare il patrimonio botanico mediterraneo e non solo. Qui trovano dimora più di 3000 specie vegetali per un totale di 5000 varietà di piante articolate tra tutti gli ambienti (terrazze, giardini d’autore, garden festival, casa delle farfalle e giardino degli impollinatori). Le specie rare sono custodite, curate e studiate perché la loro presenza resti garantita nel tempo. 

“Questo parco nasce dal desiderio, ma anche dalla responsabilità, di mettere a disposizione di tutti la nostra ricca collezione botanica fatta di piante mediterranee e di esemplari rari provenienti dai viaggi in Africa, in Australia, in Argentina e Asia e che qui si sono sviluppate grazie alla nostra attività. Abbiamo pensato quindi di creare un sistema di tutela della biodiversità. Conserviamo e assicuriamo che le specie non scompaiano grazie alle piante madri e alla banca dei semi. In un tempo in cui il clima cambia è importante osservare le piante e vedere la loro evoluzione e il loro adattamento. Questo per noi è un luogo vivo di sperimentazione continua. L’orizzonte e l’obiettivo è sempre quello di curare e conservare per le generazioni future. ” commenta Venerando Faro, Presidente della Fondazione Radicepura.

Le collezioni sono organizzate per mostrare le relazioni che sostengono la vita: il rapporto tra le piante e gli insetti impollinatori, il suolo, l’acqua e il clima mediterraneo, rappresentando un vero patrimonio di ecologia. Chi visita il parco impara a leggere un ecosistema nel suo insieme e comprende perché la perdita di una specie incida sull’equilibrio di tutte le altre. Preservare queste piante significa preservare la memoria evolutiva di cui sono portatrici. Mettere in sicurezza una pianta rara significa proteggere l’intera rete di vita che da essa dipende. Con questo obiettivo il parco accoglie la Casa delle Farfalle – su progetto dello studio Balla Calvagna – dove piante nettarifere, impollinatori e invertebrati mostrano quanto ogni equilibrio sia fragile e quanto sia prezioso difenderlo. Da qui lo sguardo torna al territorio dell’Etna, la cui flora e la cui fauna sono un patrimonio straordinario e vulnerabile, che il parco intende raccontare, studiare e preservare.

“Radicepura è molto più di una raccolta di rarità: è la cura meticolosa di un paesaggio, uno spazio colturale e culturale nato dall’incontro tra la natura vulcanica del suolo, le mani esperte dei giardinieri e la creatività umana. Un giardino botanico unico, che affonda le radici nella storia, vive nel presente e si proietta nel futuro. Coltivarlo significa conservare, sperimentare, acclimatare e dare forma al paesaggio: un segno di civiltà e di valori etici, in cui la cura è artistica oltre che agronomica e botanica. Lungo i suoi viali, in un divenire continuo, si incontrano specie straordinarie, apparentemente immobili.” Manlio Speciale, consulente scientifico del Parco Botanico Radicepura. 

Il completamento del parco conferma una visione in cui bellezza e responsabilità ambientale procedono insieme. La scelta di specie adatte al contesto, la gestione attenta delle risorse e la cura del paesaggio fanno di Radicepura un laboratorio di buone pratiche, condivisibili e replicabili, un vero modello di sostenibilità, e una collezione in aggiornamento.

“Oggi il nostro parco botanico custodisce una collezione di piante rare, ma è anche un insieme di giardini: ogni angolo parla il linguaggio del paesaggio, esplora la relazione tra spazio e botanica e ognuno emana un grande senso di cura e di sperimentazione. Il parco nel suo insieme grazie al Radicepura Garden Festival è anche un luogo di cultura, dove ogni anno centinaia di paesaggisti si confrontano, e dove cresce una collezione originale di giardini. Qui riconosciamo non solo il lavoro dei giovani, ma celebriamo anche i maestri, coloro che in altri momenti hanno sperimentato con coraggio e portato le piante mediterranee in giro per il mondo, quando ancora non si sapeva come farlo. A loro, e a quella capacità di immaginare prima di sapere, va la nostra gratitudine.” Conclude Mario Faro 

Si ricorda, infatti, che grazie all’attività del Radicepura Garden Festival il parco accoglie giardini di grandi nomi del paesaggismo (François Abéllanet, James Basson, Sarah Eberle, Paolo Pejrone, Michael Péna, Antonio Perazzi, Andy Sturgeon e Kamelia Bin Zaal) nonché gli interventi artistici di Federico Baronetto, Alfio Bonanno, Emilio Isgrò, Renato Leotta, Adrian Paci. Tutte le foto sono di Alfio Garozzo.

Oltre a scienziati, studiosi, paesaggisti, il parco botanico è pensato per accogliere visitatori, famiglie e scuole. Percorsi di visita, attività didattiche ed eventi contribuiranno a diffondere una cultura del paesaggio fondata sulla conoscenza e sul rispetto della natura. 

Il Parco Botanico Radicepura ad oggi è visitabile su prenotazione:

  • Lun-Ven 9:00/15:00, previa prenotazione. Visita in autonomia o guidata (necessita richiesta e disponibilità)
  • Da Febbraio a Maggio (fino a data inaugurazione festival) si segnala che l’area del garden Festival sarà in fase di allestimento, per cui non fruibile.

Ambiente Magazine

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