Octopolis Foundation ha consegnato 30 “polpetti 100% di cotone” all’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano Umberto I di Torino per i bambini nati prematuri, realizzati dal grande cuore dalle signore di San Mauro Torinese “il filo che unisce”.
Sabato 4 luglio, si è svolta la consegna di decine di “polpetti” in cotone (creati a mano) presso l’Ospedale Mauriziano di Torino, che saranno collocati nelle incubatrici per fare compagnia ai nuovi nati, che stringeranno tra le mani i tentacoli come fosse il cordone ombelicale della madre per averne giovamento e serenità.

Il presidente Cav. Antonio Rancati con Tiziana Boccalatte e le amiche Silvana Bussi e Barbara Lionello delle volontarie noprofit “il filo che unisce”, qui sopra in foto, sono stati accolti con grande piacere nel Reparto di Neonatologia dalla Coord. Inf. Dott.ssa Jada Barone, con alcune componenti dello staff, che seguono la programmazione, organizzazione e controllo dell’attività del reparto.
Uno staff molto professionale di Terapia Intensiva Neonatale per assistere neonati patologici e nati prematuri: un servizio che coniuga la moderna tecnologia con un grande senso di accoglienza. Un ambiente di grande umanità (foto qui sotto).

Merito di tutto questo grazie alle amiche de “il filo che unisce”, tante volontarie che si sono rese disponibili a realizzare i “polpetti” 100% di cotone per la Octopus Therapy: la Polpo-Terapia per curare i neonati prematuri
Quando un bambino nasce prematuramente è probabile che sia ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale per ricevere le cure adeguate e quindi non sia subito a diretto contatto con la mamma o con il papà: l’Octopus Therapy, o polpo-terapia offre ai neonati prematuri un’altra forma di conforto durante il delicato periodo in TIN.
Questa pratica ormai molto diffusa utilizza morbidi pupazzetti di cotone raffiguranti polpi, che servono a tranquillizzare il neonato e mitigare il distacco iniziale dalla mamma.
Secondo le più recenti stime della SIN – Società Italiana Neonatologia ogni anno in Italia nascono circa 32 mila neonati prematuramente, ovvero quando il parto avviene prima della 37esima settimana di gestazione.

Cos’è la polpo-terapia?
La polpo-terapia è nata in Danimarca, all’ospedale universitario di Aarhus, dove il personale medico ha osservato un fenomeno sorprendente : i piccoli peluche, nello specifico i piccoli polpi, fatti a maglia hanno un effetto calmante sui neonati.
L’idea del polpo di maglia è nata quando un papà ha chiesto al personale un polpo all’uncinetto per sua figlia ricoverata all’Ospedale Universitario di Aarhus. Visti i benefici anche sugli altri bambini prematuri, è nato così nel 2013 The Octo Project, un progetto condiviso con più ospedali e tanti volontari in giro per il mondo per realizzare piccoli polipetti a maglia per i neonati prematuri. Oggi sono centinaia gli ospedali e le associazioni che aderiscono a questa iniziativa.

I benefici della polpo-terapia
Stringendo i tentacoli di questi piccoli amici, i bambini non solo mostrano un miglioramento nella respirazione, ma anche una regolarizzazione del battito cardiaco e il livello di ossigeno nel sangue aumenta. Questa pratica riduce inoltre la probabilità che i neonati tirino tubi e cavi collegati a loro nelle incubatrici. Questa scoperta sottolinea l’importanza del contatto fisico e della stimolazione sensoriale per il benessere dei neonati in terapia intensiva.
Infatti i piccoli tentacoli ricordano il cordone ombelicale, il primissimo legame mamma-bambino in utero, e interagendo con essi, la respirazione e il battito dei piccoli diventa più regolare. Per migliorare ancora l’effetto calmante sul bambino, la mamma può tenere sul petto il piccolo polipo per trasmettergli il suo odore.
Ecco quindi come questi pupazzetti non sono solo un mezzo per tranquillizzare i neonati, ma fungono anche da supporto per le famiglie che stanno affrontando il ricovero in TIN, incoraggiandole a vivere con maggiore serenità questo momento critico. La presenza di questi simpatici compagni di cotone aiuta i bambini a sentirsi più sicuri e confortati, facilitando così il loro processo di guarigione e adattamento.

Gli ospedali in cui si pratica la polpo-terapia (fonte maternita.it)
Dal 2013 sono diventati numerosi gli ospedali che partecipano a questa iniziativa: tra i primi ad aver portato l’idea in Italia è stata l’associazione TIN.Tacoli di Cesena che collabora con la TIN dell’ospedale Bufalini e poi si è allargata agli altri ospedali di Rimini, Bologna e poi in tutta Italia grazie alle attività dei volontari e volontarie. Anche gli ospedali di punta in Italia per quanto riguarda la neonatologia, come il Gaslini e il Niguarda, hanno attivato questi progetti con le associazioni di volontariato sul territorio.
Come realizzare il polpo all’uncinetto?
Per coloro che sanno destreggiarsi un poco con l’uncinetto e desiderano contribuire al benessere dei piccoli prematuri, è possibile creare graziosi polipetti in varie dimensioni e colori. L’unico consiglio fornito dagli ospedali, per garantire la sicurezza, è che ogni polpo realizzato a mano sia in filo di cotone al 100%, così da poter essere lavato a temperature elevate. Inoltre, per quanto riguarda la lunghezza dei tentacoli (stesi), è importante che non superino i 21-22 cm. Desideri ricevere il tutorial gratuito via email? Oppure clicca QUI!

Vuoi collaborare con Octopolis per un ospedale vicino a te?
Informazioni in email: info@octopolis.foundation
