Piano Casa, Scalera (Invimit SGR): “Difficile senza coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti”

Roma, 16 giugno 2026 – “Quando ho presentato il Piano Casa al Governo ho posto alcuni paletti, altrimenti la realizzazione sarebbe stata difficile. Il rischio di execution è molto elevato, se non si coinvolgono tutti i soggetti che vanno coinvolti. Al Dipartimento politiche europee spetta questo compito di coinvolgimento a livello istituzionale, e sono certo lo farà, a partire dalle Regioni sul regolamento del fondo immobiliare. Invimit è una costola degli Enti pubblici, per cui mi aspetto per loro (e sono sicuro che ci sarà) un momento di consultazione attiva, i cui tempi dipendono da fattori che non controlliamo. Credo che ciò sia auspicabile da parte di tutti se vogliamo portare a casa i pilastri del Piano”. Così Stefano Scalera, Amministratore Delegato di Invimit SGR, intervenendo al convegno “Contributi Cooperativi sul Piano Casa” promosso da Legacoop Abitanti oggi a Roma.

“Ho già sostenuto in altre occasioni – continua Scalera – anche in audizione parlamentare, la necessità di trovare una collaborazione con il mondo cooperativo perché – rispetto a passate iniziative sull’housing sociale – oggi ci troviamo di fronte a un aumento del costo delle materie prime e ad una minore disponibilità di capitali ad un rendimento contenuto nel lungo periodo.

Il punto di incontro con le cooperative è da ricercare in ciò che non ha funzionato nel passato riguardo ad altri provvedimenti (come il Fondo Abitare Sociale di Cassa Depositi e Prestiti del 2008). Auspico pertanto l’apertura di un tavolo con le cooperative.

Un altro tema fondamentale è quello del rendimento che va garantito all’operazione. È evidente che i fondi pubblici, in questo caso quelli europei, debbano assorbire una parte del rischio. Però bisogna anche pensare che queste operazioni devono nascere di concerto con gli Enti locali, questo è un tema poco valorizzato. La nostra operatività è rimandata a operazioni promosse o partecipate dagli Enti locali. Quindi il Piano Casa dipende anche dalla disponibilità delle Regioni a sottoscrivere lo strumento del fondo immobiliare e dalla disponibilità delle stesse Regioni, e/o degli Enti territoriali, a promuovere (o partecipare) operazioni mettendo in gioco il proprio patrimonio immobiliare. Sul tema del canone, valutiamo caso per caso. A Milano, ad esempio, ci siamo messi seduti con i sindacati e abbiamo valutato immobile per immobile. Non vorrei una misura che stabilisca dall’alto un parametro per l’intero territorio nazionale, perché il costo della vita varia da zona a zona.

Per la buona riuscita dell’operazione, è nostro dovere in quanto società di gestione coinvolgere tutti i soggetti che possono dare un apporto e metterci seduti con i sindacati degli inquilini per chiudere dei patti per definire il parametro delle locazioni.

Proseguiremo pertanto nel lavoro intrapreso con cooperative e sindacati nella definizione dei “giusti” criteri per le locazioni” conclude l’AD.

Ambiente Magazine

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