Bonaveri presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità: impegni ambientali, sociali e di gestione per la filiera moda

Dal primo manichino in plastica nel 1953 ai nuovi materiali biobased, dal fotovoltaico alle nuove soluzioni per l’energia rinnovabile, l’azienda emiliana rende misurabile il proprio impatto ambientale, sociale e di governance lungo la filiera globale della moda. Headquarter di Bonaveri a Renazzo di Cento (Ferrara), il parco e l’impianto fotovoltaico Cento (FE), giugno 2026 | Bonaveri, leader mondiale nella produzione di manichini di alta qualità per i principali marchi di moda, presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità relativo all’esercizio 2024, che rendiconta e struttura un impegno portato avanti da oltre un decennio nell’integrazione della tutela dell’ambiente, dell’attenzione alle persone e della trasparenza nella gestione all’interno del proprio modello industriale e lungo l’intera filiera. Fondata da Romano Bonaveri nel 1953 a Cento, in provincia di Ferrara, Bonaveri produce ogni anno circa 15.000 manichini e opera attraverso marchi storici come Schlappi, Bonaveri Sartorial, B by Bonaveri e Adel Rootstein, realtà londinese acquisita nel 2019. I suoi manichini sono presenti negli store, nei musei e nei set fotografici dei principali brand del lusso a livello globale. Andrea Bonaveri, CEO dell’azienda, afferma: “Per un fornitore globale del settore della moda la sostenibilità non è più una questione reputazionale, ma un fattore di accesso al mercato, al credito e alle grandi catene di fornitura internazionali. I brand chiedono dati, tracciabilità e impegni verificabili. Questo primo Bilancio di Sostenibilità rende finalmente misurabile un percorso che riguarda materiali, energia, persone e governance. La sfida è continuare a garantire l’eccellenza estetica e tecnica del Made in Italy riducendo allo stesso tempo l’impatto su clima, risorse e comunità lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.” Headquarter di Bonaveri a Renazzo di Cento (Ferrara) Sostenibilità ambientale: materiali, energia e riduzione degli impatti Sul fronte dei materiali, Bonaveri ha introdotto una bioresina alternativa alle resine petrolchimiche, oggi già utilizzata in circa il 20% della produzione; parallelamente è stata avviata la ricerca di un prodotto alternativo alla fibra di vetro, dalla quale è nato un nuovo materiale composito – la BIOLINORESINA, a base di fibra di lino. Il materiale è attualmente in fase di sperimentazione; la ricerca è in continua evoluzione, con l’obiettivo di ottimizzare ulteriormente il prodotto. In ambito energetico, l’azienda ha installato un impianto fotovoltaico presso lo stabilimento di Renazzo ed è tra i promotori della Comunità Energetica Rinnovabile del Comune di Cento, insieme ad altre PMI e al Comune stesso. L’iniziativa consente di ridurre le emissioni indirette di CO₂ e allo stesso tempo di attenuare la volatilità dei costi energetici, un tema sempre più critico per l’industria manifatturiera. Grazie all’impianto fotovoltaico, Bonaveri ha immesso nell’atmosfera, tra il 2018 e il 2024, solo 1.181 tonnellate di CO2 invece di 3.126 tonnellate, con un risparmio di CO2 pari al 37,8%. L’azienda ha inoltre implementato un Sistema di Gestione Ambientale ISO 14001 certificato da ente terzo nel 2025 e opera in regime di certificazione FSC® COC (FSC-C169482) per la tracciabilità dei materiali legnosi. Il modello di noleggio, recupero e ricondizionamento dei manichini e il nuovo packaging monomateriale in cartone certificato – con una quota media di materiale riciclato del 54% – completano l’approccio di economia circolare lungo il ciclo di vita del prodotto. Capitale umano e impatto sociale Il 97% dei dipendenti è assunto a tempo indeterminato e l’azienda investe in welfare e in formazione continua, anche attraverso una piattaforma di e-learning che nel 2024 ha coinvolto tutto il personale su competenze manageriali, digitali e commerciali. Si sta inoltre valutando l’attivazione di un progetto ACADEMY che prevede l’istituzione di una scuola interna e l’avvio di percorsi formativi specifici per creare nuove professionalità. Un’attenzione particolare è riservata anche al tema dell’equità di genere: l’organico aziendale è composto da 66 dipendenti, di cui il 74,24% donne (49) e il 25,76% uomini (17), un dato che testimonia l’impegno di Bonaveri per la costruzione di un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso delle pari opportunità. Accanto a questo, Bonaveri: – supporta scuole e istituzioni accademiche per promuovere l’innovazione, la ricerca creativa, la sostenibilità, la cultura del Made in Italy e del valore dell’artigianato; – si impegna nella promozione dell’Arte e della Cultura attraverso la sponsorizzazione di mostre e retrospettive di moda presso importanti musei internazionali; – sviluppa progetti di inclusione sociale e collabora con realtà del territorio e del sistema moda, dal reinserimento lavorativo all’upcycling; – sostiene la formazione delle nuove generazioni sia con il programma interno BonaveriForTalents, attraverso il quale mette a disposizione dei giovani stilisti le migliori collezioni o il proprio showroom di Milano, sia attraverso le partnership con Camera Nazionale della Moda Italiana, Domus Academy, Istituto Marangoni e Fondazione Fashion Research Italy. Produzione di manichini Governance, integrità e controllo della filiera Nel 2014 l’azienda ha adottato un Codice Etico e ha avviato un sistema di gestione per garantire la piena conformità normativa e il rispetto dei principi etici lungo tutte le attività aziendali. In questo ambito, nel 2024/2025 è stato avviato il percorso di implementazione di un modello organizzativo con la nomina di un Organismo di Vigilanza (OdV) e l’attivazione di un canale di whistleblowing, accessibile anche agli stakeholder esterni, per segnalare eventuali comportamenti non conformi. Bonaveri ha inoltre aderito al programma SMETA 4 Pillars di Sedex, un’iniziativa internazionale che consente ai brand del lusso di verificare in modo strutturato le condizioni di lavoro, la salute e sicurezza, le performance ambientali e l’etica non solo dell’azienda, ma anche dei suoi principali fornitori. Il report, redatto seguendo gli standard GRI, le linee guida internazionali che stabiliscono come le aziende devono misurare e comunicare il loro impatto su ambiente, persone e gestione, è allineato ai nuovi European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che nei prossimi anni diventeranno il riferimento per accedere al credito, lavorare con grandi clienti e far parte delle catene globali del valore.

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