Innovazione ambientale, dal NOI Techpark di Bolzano il primo software per certificare sostenibilità e CO₂ negli impianti a biogas

La start-up Eco8, insediata al NOI, ha sviluppato il primo software validato in Italia per tracciare biomasse ed emettere certificati di sostenibilità per gli impianti di biogas e biometano agricoli

Bolzano – Nel settore del biogas e del biometano agricolo, la capacità di tracciare le biomasse e dimostrare la sostenibilità ambientale degli impianti sta diventando sempre più importante. Una trasformazione accelerata dalle nuove normative sulla decarbonizzazione e dalla crescente richiesta di dati ambientali certificati lungo le filiere energetiche.

La startup altoatesina Eco8, con sede nell’Innovation district dell’Alto Adige, il NOI Techpark, ha raggiunto un traguardo unico in Italia: il suo software cloud “Biogas Optitool” è stato validato dal RINA come primo e attualmente unico strumento software conforme al sistema nazionale di certificazione della sostenibilità per gli impianti agricoli di biogas e biometano. Si tratta più specificatamente delle prescrizioni della UNI/TS 11567:2024 e del DM 07 agosto 2024 “per la generazione di Lotti di sostenibilità e la tracciabilità delle biomasse utilizzate da un impianto di produzione di biogas/biometano e per la generazione dei Certificati di Sostenibilità”.

In Italia, il settore conta oltre 2.200 impianti attivi, di cui circa 1.700 in ambito agricolo, confermandosi uno dei principali mercati europei. Complessivamente gli impianti italiani producono circa 2,5 miliardi di metri cubi di biogas all’anno (fonte CREA, Annuario dell’agricoltura italiana 2024) attraverso il trattamento di oltre 40 milioni di tonnellate di biomasse agricole. Di queste, circa il 60% è costituito da effluenti zootecnici, il 30% da colture dedicate e il restante 10% da sottoprodotti agroindustriali. Una filiera che sta diventando sempre più importante per realizzare un modello virtuoso di bioeconomia circolare e sostenibile. Attraverso la produzione di biogas e biometano, infatti, questi materiali possono essere trasformati in risorsa energetica, contribuendo alla restituzione di sostanze organiche ai terreni agricoli e alla riduzione delle emissioni di metano, ammoniaca e protossido di azoto in atmosfera. Un processo che si inserisce pienamente negli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione previsti dal Green Deal europeo.

La capacità di tracciare biomasse ed effluenti zootecnici, monitorare le emissioni e dimostrare la sostenibilità dei processi, diventa quindi sempre più importante per le imprese agricole. Ed è proprio su questo fronte che opera Biogas Optitool. Oltre a tracciare le biomasse ed emettere automaticamente i certificati di sostenibilità previsti per gli impianti incentivati – le funzionalità oggetto della recente validazione – la piattaforma consente anche di calcolare il bilancio delle emissioni di CO lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto secondo gli standard internazionali di carbon footprint. Il modello di calcolo utilizzato da Biogas Optitool si basa infatti su un approccio certificato secondo la norma ISO 14067:2018 per la quantificazione dell’impronta climatica. Questo consente anche di valorizzare le emissioni evitate grazie alla digestione anaerobica degli effluenti zootecnici, in particolare metano e protossido di azoto, tra i gas a maggiore impatto climatico.

Il software dispone infine anche di un sistema di ottimizzazione logistica dei conferimenti di effluenti zootecnici, un aspetto particolarmente rilevante in termini di costi operativi, efficienza dei trasporti e impatto ambientale. La piattaforma è stata testata per oltre due anni insieme a Biogas Wipptal e rappresenta uno dei casi di innovazione sviluppati all’interno del NOI Techpark legati alla transizione energetica e all’economia circolare.

«Con questa validazione i gestori degli impianti possono generare in modo automatico e trasparente la documentazione richiesta dalla normativa vigente» – spiega Laura Brida, founder di Eco8. «L’obiettivo è semplificare processi molto complessi, rendendo sostenibilità, tracciabilità e dati ambientali strumenti realmente utilizzabili dalle imprese. Il modulo si aggiunge a quello già certificato che calcola i dati secondo lo standard internazionale dell’impronta di carbonio (nota come carbon footprint) che è finalizzata alla rendicontazione non finanziaria e alla compensazione della CO2. Ma non ci fermiamo qui: stiamo sviluppando nuove versioni del software per le filiere della frazione organica da raccolta differenziata e per gli impianti di depurazione» – conclude Brida.

«In un contesto in cui le imprese sono chiamate sempre più spesso a dimostrare con dati verificabili il proprio impatto ambientale, strumenti digitali di questo tipo stanno diventando un elemento chiave non solo per la compliance normativa, ma anche per la competitività delle filiere energetiche e agricole. Grazie a questa innovazione ‘made in Alto Adige’, le imprese industriali nazionali che intendono attuare misure di decarbonizzazione attraverso il biogas, hanno a disposizione uno strumento efficace per pianificare gli investimenti e compensare i propri bilanci di CO₂» – afferma Stefano Dal Savio, responsabile del reparto Tech Transfer Green del NOI Techpark. E conclude: «Al NOI Techpark offriamo un ecosistema di servizi per quelle realtà come Eco8 che con le loro tecnologie aiutano le imprese ad affrontare in modo concreto le sfide della decarbonizzazione, integrando networking, consulenza tecnologica e accompagnamento al mercato».

Ambiente Magazine

AD BLOCKER DETECTED

Abbiamo notato che stai usando un AdBlocker. Questo sito sopravvive grazie alle pubblicità, che ci assicuriamo che siano informative, legate al mondo dell'ambiente e non invasive. Ti chiediamo quindi cortesemente di disattivare l'AdBlocker su questo sito. Grazie!

Please disable it to continue reading Ambiente Magazine.