Con oltre 80 milioni di tonnellate di scarti prodotti ogni anno, le imprese edili si trovano a gestire ingenti quantità di materiali con crescenti difficoltà operative e l’urgenza di adeguarsi alla nuova tracciabilità elettronica, Rifiutoo ha individuato quelli più critici da smaltire e ha elaborato una guida per il settore per orientarsi
Costruire, ristrutturare, demolire sono attività che tengono in moto larga parte dell’economia italiana, ma ogni cantiere lascia dietro di sé una montagna di materiali da smaltire. Secondo il Rapporto Rifiuti Speciali 2025 di ISPRA, il settore delle costruzioni e demolizioni genera ben 83,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, pari al 50,6% del totale nazionale, superando persino l’industria manifatturiera.
In Europa, questo flusso oltrepassa gli 800 milioni di tonnellate annue, risultando il più rilevante del continente. Sebbene l’Italia abbia già raggiunto l’obiettivo europeo del 70% di recupero per questa tipologia di scarti, resta un problema di qualità con gran parte degli inerti recuperati che finisce in utilizzi a basso valore, lontano ancora da quei principi di economia circolare che l’Unione Europea sta progressivamente rendendo obbligatori.
Oggi la gestione dello smaltimento dei rifiuti sta diventando sempre più complessa anche a causa dei nuovi obblighi normativi. Tuttavia, se attualmente queste regole servono soprattutto a dimostrare il rispetto della legge, in un futuro prossimo saranno fondamentali per creare filiere di recupero più efficienti, tagliare i costi e azzerare lo smaltimento abusivo. Per le imprese edili, dotarsi degli strumenti giusti non è più solo una formalità burocratica, ma un requisito indispensabile per restare competitivi in un mercato che sta cambiando le sue regole di fondo.
Smaltimento dei materiali più critici
Non tutti i rifiuti edili sono uguali, e questo genera spesso una grossa confusione in fase di smaltimento. Alcuni materiali risultano molto più complessi da gestire rispetto ad altri, soprattutto quando non possono essere recuperati facilmente o richiedono trattamenti specifici. In generale, le principali criticità riguardano:
- Materiali misti o compositi, difficili da separare (come pannelli isolanti o elementi accoppiati), che spesso non possono essere avviati direttamente al recupero.
- Rifiuti contaminati, che perdono valore e diventano più costosi da trattare anche se derivano da materiali normalmente riciclabili.
- Materiali leggeri ma voluminosi, come isolanti e cartongesso, che incidono sui costi di trasporto e logistica.
- Legno trattato, vernici e residui di lavorazione, che richiedono filiere dedicate e controlli più stringenti.
- Terre e rocce da scavo, che possono essere utilizzate solo rispettando precisi requisiti normativi.
Queste tipologie comportano costi di gestione più alti rispetto agli inerti “puliti” che restano i più semplici ed economici da recuperare. Al contrario, i rifiuti più complessi possono arrivare facilmente a costi tra i 100 e i 300 euro a tonnellata, soprattutto quando richiedono trattamenti specifici o trasporti verso impianti specializzati.
Proprio per questo, è la gestione dei materiali complessi a rappresentare la vera sfida per l’intero settore perché senza una tracciabilità puntuale e strumenti digitali adeguati, il rischio è quello di non smaltirli correttamente, rallentando i cantieri e compromettendo l’efficienza complessiva dei progetti.
“Nel settore edile si producono rifiuti diversi ogni giorno, ma occuparsi della complessa documentazione di legge non è il mestiere di chi lavora in cantiere. L’obiettivo è quello di creare una gestione lineare che possa evitare inefficienze, costi aggiuntivi e sanzioni” afferma Andrea Cavagna, co-founder di Rifiutoo.
Cosa cambia concretamente per le imprese edili e come muoversi
Il primo passo per qualsiasi impresa edile è capire se rientra o meno nell’obbligo di iscrizione al RENTRI. Dipende dal tipo di rifiuti prodotti, dal numero di dipendenti e dall’organizzazione dei cantieri. Rifiutoo ha elaborato una guida pratica per questo settore per orientarsi:
- Verifica l’obbligo di iscrizione: È obbligatoria se si producono rifiuti pericolosi, rifiuti non pericolosi non derivanti direttamente dall’attività di cantiere, o se il cantiere stesso è configurato come “Unità Locale”. Chi produce solo rifiuti da cantiere non pericolosi non è tenuto a iscriversi.
- Per i FIR è necessario comunque Registrarsi al portale: Anche se esenti dall’obbligo di iscrizione a RENTRI, se tenuti all’emissione del FIR, le aziende devono utilizzare il nuovo modello FIR vidimato digitalmente tramite il portale RENTRI. Si tratta del documento che accompagna il trasporto dal cantiere all’impianto. Per i soggetti non obbligati, l’accesso e registrazione al portale è gratuito.
- Verifica se il cantiere è un’Unità Locale: Un cantiere diventa Unità Locale solo se produce rifiuti pericolosi e ospita una struttura stabile, come un ufficio o un magazzino fisso. In questo caso l’obbligo scatta indipendentemente dalle dimensioni dell’impresa.
- Gestisci in digitale Registro e Formulari: Se sei obbligato a iscriverti, il Registro di Carico e Scarico va tenuto in formato digitale secondo lo standard del RENTRI. L’obbligo riguarda solo i rifiuti pericolosi: quelli non pericolosi da cantiere non vanno inseriti. Il FIR, invece, resta obbligatorio per tutti i rifiuti trasportati.
- Attenzione alle sanzioni: Le multe variano da 500 a 30.000 euro per la mancata iscrizione o per errori in registri e FIR. Nei casi più gravi, è prevista anche la reclusione fino a due anni.
- Obbligo di conservazione digitale: I documenti RENTRI nati digitali, XFIR e i Registri carico scarico digitali vanno conservati secondo le linee guida AgID.
“Adattarsi a queste norme permette finalmente di avere dati certi per ottimizzare le filiere di recupero. Supportare le aziende in questo passaggio significa aiutarle a trasformare un obbligo di legge in un vantaggio competitivo, riducendo gli sprechi e abbracciando una reale economia circolare” conclude Andrea Cavagna.
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Rifiutoo nasce a Bologna, aiuta le imprese ad adempiere in modo semplice e conforme agli obblighi normativi introdotti dal RENTRi. Con un’interfaccia intuitiva, contenuti tecnici divulgativi e un servizio di affiancamento operativo, Rifiutoo si distingue per l’approccio verticale e il focus sulla semplificazione, ha già supportato oltre 4.500 aziende e consulenti ambientali. A fine 2025 l’azienda è entrata a far parte del Gruppo Zucchetti. Il team, composto da professionisti con competenze ambientali, digitali e normative, lavora per trasformare la gestione dei rifiuti in un processo efficiente, tracciabile e sostenibile.