Giovani voci e leader globali si uniscono a Genova per “Dare slancio alla Nuova Società dell’Oceano” all’Ocean Race Summit

Genova, 28 gennaio 2026. Oggi lo storico Palazzo Ducale si è trasformato in un laboratorio vivente per il futuro dell’azione a favore dell’oceano, mentre The Ocean Race Summit Genova: Nudging the New Ocean Society ha riunito oltre 200 leader politici, giovani attivisti, scienziati, velisti e creativi per un dialogo altamente interattivo e orientato ai giovani sul futuro della salute dell’oceano. In copertina, immagine della Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale (ph The Ocean Race/Tiger Brisius) gremita con tanti studenti delle scuole di Genova.

Lontano dal modello di una conferenza tradizionale, il Summit è stato concepito come uno scambio dinamico e partecipativo, con interazione costante tra relatori e pubblico. Attraverso sondaggi in tempo reale, domande aperte e riflessioni condivise, giovani e decisori politici hanno co-creato idee su come accelerare la protezione dell’oceano e costruire una nuova relazione tra società e mare.

Condotta dall’attrice, attivista ambientale e studentessa di psicologia Bailey Bass (nota anche per il film Avatar), la giornata si è aperta invitando i partecipanti a connettersi con il proprio “blue mind”, lo spazio personale in cui l’oceano vive dentro ognuno di noi. Qui in foto con il Presidente della Regata Richard Brisius.

Una città e una regione plasmate dall’oceano

Ospitando due edizioni degli Ocean Race Summits, il gran finale dell’edizione 2021 di The Ocean Race Europe e l’arrivo finale dell’ultima regata intorno al mondo nell’estate 2023, oltre a una tappa di The Ocean Race Europe 2025, Genova ha dimostrato di essere un partner appassionato e attivo nello sport e nella sostenibilità, portando alla regata stile e ospitalità italiani. Gli interventi di apertura hanno sottolineato l’identità di Genova come città nata dal mare dal punto di vista storico, economico e culturale, e il suo ruolo in evoluzione nel plasmare un futuro blu sostenibile.

Silvia Salis, Sindaca di Genova, ha dichiarato: «Il mio rapporto con The Ocean Race è iniziato quando ricoprivo il ruolo di Vicepresidente Vicario del CONI, quando ho rappresentato Genova come ambasciatrice al Grand Finale. Ho poi sostenuto con convinzione la tappa del 2025, che è stata uno dei miei primi impegni da Sindaca.

The Ocean Race ci ricorda il legame tra Genova, i suoi cittadini e il mare, una connessione profondamente radicata nella nostra identità collettiva. Risale a secoli fa, a quando Genova era una grande potenza marittima nel Mediterraneo e oltre. L’oceano fa parte della nostra eredità ed è centrale anche per il nostro futuro: come città, vediamo l’economia blu come un motore strategico di sviluppo sostenibile, innovazione e opportunità, soprattutto per i giovani e le future generazioni, affinché possano vivere, lavorare e costruire qui le proprie famiglie.

Tuttavia, parlare di mare significa anche assumersi la responsabilità di proteggerlo. In un’epoca segnata dal cambiamento climatico e dalla crisi ambientale, eventi come The Ocean Race ci ricordano che non può esistere vero sviluppo senza rispetto per la natura. Proteggere gli ecosistemi marini, combattere l’inquinamento da plastica e promuovere un uso responsabile delle risorse marine non sono solo obiettivi ambientali, ma scelte civiche, culturali ed economiche che plasmeranno il futuro della nostra città costiera e del pianeta stesso.»

Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria, ha sottolineato:
«Come velista, il mare non è solo un luogo di competizione, è qualcosa che amo profondamente e personalmente. Per questo, come amministrazione, abbiamo preso una decisione chiara: dare grande importanza alla vela e lavorare a stretto contatto con The Ocean Race. Qui a Genova sappiamo che il mare fa parte di ciò che siamo. Quello che The Ocean Race ci insegna è semplice ma potente: sport e tutela dell’ambiente non possono essere separati. Se non proteggiamo l’ambiente, non ci sarà più un palcoscenico per la competizione. Oggi, all’Ocean Race Summit, questo messaggio è più chiaro che mai. Non possiamo rinunciare alla salute dei nostri oceani. Ai giovani qui presenti dico: abbiamo il dovere di lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato.»

Entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza dell’educazione, del coinvolgimento giovanile e dell’azione comunitaria per trasformare le città costiere in motori di tutela dell’oceano.

In regata per l’oceano

Presentando la piattaforma globale e la missione di The Ocean Race, il Presidente della Regata Richard Brisius ha ripercorso il proprio percorso da velista a leader e la trasformazione della regata in una piattaforma per la scienza dell’oceano, l’advocacy e l’innovazione.

«Ricordo ancora all’inizio della mia carriera velica quando un compagno di equipaggio mi disse che si fidava di me per un compito difficile a bordo, e quella fiducia fece tutta la differenza. Per questo credo così fortemente che dobbiamo fidarci dei giovani, metterli nelle condizioni di dare il meglio e affidar loro vere responsabilità.»

Ha sottolineato come The Ocean Race utilizzi la forza dello sport e dello storytelling per portare le questioni oceaniche dalle acque remote alla vita quotidiana e come ogni tappa diventi un’opportunità per evidenziare sfide e soluzioni locali.

Lo stato dell’oceano e le ragioni per sperare

La relatrice principale Mariasole Bianco, biologa marina e Presidente di Worldrise, ha illustrato lo stato attuale dell’oceano, sottolineando al contempo lo slancio crescente verso la protezione globale dell’oceano.

«Abbiamo motivi per sperare: il Trattato sull’Alto Mare è finalmente entrato in vigore… Per la prima volta nella storia, abbiamo strumenti giuridici per proteggere le acque oceaniche al di là delle giurisdizioni nazionali… Il cambiamento è possibile quando scegliamo di agire insieme per proteggere ciò che appartiene a tutti noi: un unico grande oceano che collega le nostre terre e rende possibile la vita su questo pianeta.»

Il suo messaggio ha risuonato fortemente tra i giovani presenti, rafforzando l’idea che la protezione dell’oceano sia sia un movimento scientifico sia sociale, catturato visivamente dall’artista dal vivo Alessandra Zaffiro (Tratto Vivo) su una vela recuperata che aveva navigato a Genova, trasformando le idee e gli impegni del Summit in un’opera collettiva.

Risultato finale dell’opera d’arte realizzata durante l’evento sui concetti espressi da tutti i relatori

I giovani al centro della conversazione

Il Summit si è concentrato su due panel interattivi che hanno favorito il dialogo tra giovani e leader. In “Questions from Youth”, i giovani partecipanti hanno dialogato con istituzioni europee, scienziati e funzionari locali su politiche, alfabetizzazione oceanica e conservazione. Una Seaside Chat sul ripristino marino ha messo in luce ecosistemi mediterranei come le praterie di posidonia e le foreste algali. In “Questions from Leaders”, i ruoli si sono invertiti: leader globali e locali hanno chiesto ai giovani attivisti per l’oceano di cosa avessero bisogno per proteggere meglio il mare e come le istituzioni dovrebbero rispondere. Durante entrambe le sessioni, il pubblico ha inviato e votato domande in tempo reale, enfatizzando un dialogo continuo e bidirezionale anziché interventi unidirezionali.

Ettore Trillo, rappresentante del Liceo Deledda, ha dichiarato:
«Come giovani, stiamo ancora scoprendo la nostra identità, le nostre passioni e il nostro ruolo nella società. Abbiamo bisogno degli strumenti per sviluppare una nostra prospettiva e di spazi, fisici e digitali, dove le nostre voci possano essere ascoltate. Dobbiamo diventare pensatori critici — capaci di comprendere i problemi, le loro sfumature e il mondo che ci circonda. Questo avviene attraverso l’educazione, non solo a scuola ma anche tramite seminari e opportunità costruttive accessibili a tutti. In un contesto globale segnato da divisioni e polarizzazione, l’educazione può essere il ponte che ci unisce attorno a sfide comuni come la sostenibilità. Essere qui insieme — giovani ed esperti — a parlare di oceano fa già parte della costruzione di questa prospettiva. Ma dobbiamo anche essere organizzatori, parte della conversazione e destinatari di una reale responsabilità nei processi decisionali. Dei giovani ci si può fidare: possiamo parlare con onestà e mettere in discussione approcci esistenti. Non si tratta solo di dare ai giovani un posto sulla barca — si tratta di darci un ruolo nell’equipaggio.»

Un messaggio ricorrente durante la giornata è stato che costruire una “nuova società dell’oceano” richiede più della consapevolezza: richiede che ognuno metta le proprie competenze, passioni e professioni al servizio dell’oceano.I partecipanti sono stati invitati a riflettere sul proprio contributo personale (scientifico, creativo, politico, sportivo o comunitario) e a condividere i propri Ocean Action Pledges, rafforzando l’attenzione dell’evento sulla partecipazione attiva.

Comunicato ufficiale post evento – The Ocean Race Summit – Genova

Al Summit ha partecipato il nostro presidente Cav. Antonio Rancati, che pubblicherà sue analisi e riflessioni nel prossimo numero del nostro trimestrale AMBIENTE. Ringraziamo per l’invito gli organizzatori e ci complimentiamo per l’alto livello di contributi espressi durante l’evento, in una location di prestigio storico e culturale.

Ambiente Magazine

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